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Elezioni presidente della Repubblica: quinta fumata nera. Flop Casellati: non supera ‘soglia’ 400 voti

Scambio di accuse, Lega e Fdi si difendono: noi abbiamo votato compatti.

(Roma)-Quinta fumata nera. Elisabetta Casellati non supera il quorum (pari a 505 voti) e si ferma a 382 preferenze, ben al di sotto dei numeri dei grandi elettori del centrodestra e comunque meno di 400, la soglia fissata dalla coalizione per riproporla nella seconda votazione del pomeriggio. Il flop scuote il centrodestra e apre la caccia al franco tiratore: Lega e Fdi assicurano di aver votato compatti la presidente del Senato. Nel mirino finisce Forza Italia. All’appello, infatti, mancano 71 voti della coalizione, che può contare su 453 grandi elettori. E scoppia la polemica: nonostante la richiesta del Pd di non presiedere lo scrutinio delle schede, Casellati è rimasta seduta al suo posto, accanto al presidente della Camera, Roberto Fico. Secondo i dem, infatti, la sua presenza è stata del tutto “inopportuna” dal momento che Matteo Salvini in mattinata ha lanciato ufficialmente per il centrodestra la sua candidatura al Quirinale. Gli astenuti sono stati pari a 406. Sergio Mattarella ottiene 46 voti, 38 vanno a Di Matteo, 8 a Berlusconi, 7 a Tajani e altrettanti a Cartabia. Casini incassa 6 voti mentre Draghi ne ottiene 3, Belloni 2. Le schede bianche sono state 11, le nulle 9. In tutto 530 i votanti, i presenti 936.

Da oggi la votazione è doppia , la seconda è alle 17. La conferenza dei capigruppo congiunta di Senato e Camera ha approvato le richieste arrivate in questi giorni da quasi tutti i partiti, da Italia viva al Pd. Una decisione che tende a complicare le mosse di Matteo Salvini e di tutto il centrodestra che oggi è andato alla conta  per il Quirinale portando in Aula il nome di Elisabetta Casellati . Silvio Berlusconi aveva lanciato un appello a tutti gli schieramenti per sostenerla. Ma al centrosinistra e a Italia viva la scelta di Casellati non è piaciuta. “Il centrodestra continua a gestire irresponsabilmente il più importante passaggio democratico e costituzionale rappresentato dall’elezione del presidente della Repubblica”, scrivono in un comunicato congiunto Pd, M5S, Leu. Che hanno deciso di astenersi alla prima votazione – stessa cosa Iv, Sinistra italiana ed Europa Verde – disertando anche il vertice proposto dal leader leghista. Matteo Renzi a Radio Leopolda in mattinata ha ammesso: “Non escludo l’ipotesi che possa esservi anche un Mattarella bis, sarebbe il fallimento di chi voleva fare il king maker e non l’ha fatto”, dice il leader di Italia viva.

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