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Ex Alitalia, le hostess si spogliano in Campidoglio per protesta

Alitalia, ex hostess e dipendenti si spogliano al Campidoglio. Senza divisa e senza lavoro: il flash mob contro l'acquisizione di Ita

(Roma)-“Noi siamo Alitalia”, un flash mob che si è svolto nell’assoluto silenzio, prima degli applausi finali. Davanti al Campidoglio decine di hostess dipendenti di Alitalia hanno messo manifestato davanti a giornalisti, dipendenti e altri curiosi per protestare contro «la condizione lavorativa di colleghi e colleghe in seguito all’acquisizione di Alitalia da parte di Ita Airways». Nel corso del sit-in si sono tolte le proprie divise, simboleggiando il rifiuto di accettare tale situazione, inneggiando poi il coro: «Noi siamo Alitalia». «Siamo venute – hanno spiegato – a esprimere innanzitutto il nostro dolore. La solidarietà va a tutti i nostri colleghi che hanno chiamato in Ita e che sono stati costretti a firmare un contratto aziendale umiliante e mortificante».

Il flash mob al CampidoglioIntorno alle 12.30 si sono radunate nella piazza e hanno iniziato a spogliarsi. Gli abiti da hostess di volo hanno lasciato spazio solo a una sottoveste. Via anche le scarpe col tacco, che sono rimaste al centro come assolute protagoniste mentre le donne si sono spostate verso un lato dalla piazza. Lì si sono strette la mano, tra gli applausi dei presenti e poi si sono strette in un lungo abbraccio, consolando anche una di loro che si era lasciata andare a un pianto liberatorio. Poi l’urlo corale: «Noi siamo Alitalia» ripetuto per diversi minuti. La forma di protesta è durata circa 30′.

Le donne dell’Azienda Alitalia impiegate nei diversi campi, assistenti di volo e personale a terra, stanno lottando per rivendicare il loro diritto al lavoro  scendendo in campo, rifacendosi alla nota installazione Zapatos Rojos, sotto la tutela diretta di Elina Chauvet, con la cura di Monica Pirone e Michela Becchis, secondo un’idea di Cristina Poggesi che si sta adoperando con tanta forza, per portare la voce di tutte le colleghe all’attenzione dell’opinione pubblica, rappresentando tutte insieme il dramma che le sta travolgendo e che loro con determinazione vogliono contrastare.

L’installazione sta a significare che i modi di uccidere una donna sono molti, uno tra gli altri e non meno grave, la privazione del lavoro. Si tratta di una reinterpretazione di Zapatos, per la prima volta rappresentata e che porta in strada tutta la sofferenza della perdita del lavoro e che in parallelo con le scarpe rosse ci porta a conoscenza di cosa significa non vedere rappresentati i propri diritti sul lavoro.

 

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