Cinema
IT- Capitolo 2 di Andrès Muschietti
Visti per noi - la recensione dei film di Giuseppe Christian Gaeta

Ritorna “IT” col secondo, lunghissimo (quasi 3 ore!), capitolo del dittico di Muschetti basato sul superclassico dell’Horror del Re : sua maestà Stephen King. IT NON è morto negli anni ’70. E’ tornato a Derry oggi.

Ed è più pericoloso e scatenato che mai. Il club dei perdenti ormai è cresciuto e ognuno ha preso la sua strada: c’è chi ha fatto successo e soldi, per qualcun altro è andata meno bene. Oggi comunque sono lontani l’uno dall’altro e hanno dimenticato quasi ogni cosa.
Tutti tranne uno: Mike Hanlon. Che quando tornano gli omicidi si accorge subito del disastro… e convoca i suoi vecchi amici: il mostro va fermato in modo definitivo e solo “i perdenti” possono farlo. Ma “IT” li attende per accopparli definitivamente e comincia subito, la lotta sarà lunga, dura e sanguinosa e lascerà vittime sul terreno ….Molto più violento, sanguinolento, disperato e orrorifico del primo capitolo, segue abbastanza lo “script” del libro originale fino a un certo punto, poi soprattutto nel finale, devia abbastanza (queste “deviazioni” non mi sono piaciute molto).

Ben recitato aggiunge oltre all’ottimo Bill Skarsgård nei panni di “It” , un paio di attori di “calibro” superiore come James Mc Avoy nelle vesti di Bill e Jessica Chastain in quelle di Beverly Marsh, naturalmente entrambi adulti. Purtuttavia, è il comico U.S.A. Bill Harder nei panni di uno strepitoso Richie Tozier adulto, a rischiare di rubare la scena a tutti i più illustri colleghi, con le sue battute fulminanti, le sue vocine strampalate e l’aria stralunata del comico sempre sull’orlo del baratro.

Alla classica domanda se sia migliore questa incarnazione o quella della classica miniserie tv degli anni ’90 con Tim Curry nei panni del tenebroso “IT”, rispondo cavandomela così: entrambi sono divisi in 2 parti, per quel che concerne la prima parte ho, forse, preferito la “mini” del 1990 nella quale la strepitosa recitazione dei virgulti di allora riecheggiava le atmosfere del grande libro di King davvero bene; per ciò che concerne la seconda parte, sia per la presenza delle suddette stelle Hollywoodiane (bene in parte) che per la recitazione degli altri bravi attori, sia per il NETTO e ovvio miglioramento degli effetti speciali del 2019 rispetto al 1990, ho preferito il film odierno alla mini del ’90 . Un pareggio quindi. Per patiti dell’ Horror in generale e di King in particolare. Non perdetevi il cameo di Lui in Persona nel negozio di bici. Hyyy-ahhhh Silver !



