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Morto per Covid Donato Bilancia, il serial killer dei treni

Era stato condannato a 13 ergastoli per 17 omicidi compiuti in Liguria e Piemonte alla fine degli anni 90

(Padova)- Donato Bilancia è morto per Covid al carcere Due Palazzi di Padova. Il serial killer stava scontando 13 ergastoli per 17 omicidi e 16 anni per un tentato omicidio. I delitti attribuiti a Bilancia sono avvenuti tra il 1997 e il 1998 tra la Liguria e il Piemonte. Bilancia scontò i primi anni di prigione a Genova, per poi essere trasferito a Padova negli ultimi anni. Era soprannominato “il mostro dei treni” o “il serial killer delle prostitute”. Venne arrestato nel 1998, a tradirlo fu l’auto usata per alcuni suoi spostamenti. Era nato a Potenza nel 1951.

Tradito dal vizio del fumo – Due mozziconi di sigaretta tradirono il killer. La “cicca” prelevata sul luogo del delitto in cui fu uccisa Evelyn Tessy Adodo risultò compatibile con quella recuperata in un bar dai carabinieri che seguivano Bilancia da alcuni giorni. I carabinieri furono indirizzati verso il killer anche dalla testimonianza di Pino Monello, proprietario della Mercedes usata da Bilancia. Fondamentale fu anche l’ identikit tracciato con le indicazioni del transessuale Lorena riuscito a sfuggire alla furia omicida del killer. Poi, qualche giorno dopo l’ arresto, ci fu la confessione-fiume di Bilancia a Enrico Zucca, il pm che si occupava del’ inchiesta sull’omicidio di Tessy Adodo. Una confessione di tutti gli omicidi, anche di quelli delle donne sui treni che tanto allarme sociale avevano creato costringendo le Ferrovie a ”blindare” i convogli.

Non si presentò mai al processo – Il processo iniziò il 13 maggio ’99 nell’aula bunker del palazzo di giustizia genovese. Il banco degli imputati rimase sempre vuoto. Donato Bilancia rinunciò a comparire in nome di quella privacy che ha sempre invocato, preferendo rimanere nella sua cella del carcere di Chiavari. La sua inquietante voce,bassa e roca, fu ascoltata in aula solo attraverso le cassette registrate della sua confessione e la sua immagine comparve una sola volta nel televisore installato in assise per l’occasione. Lui, invece, seguì le udienze in tv. Oltre cento persone, tra testimoni e parti civili, sono state ascoltate nelle 36 udienze dibattimentali.

Una lunga scia di sangue – Questo il lungo elenco delle sue vittime: Giorgio Centanaro, soffocato a Genova il 16 ottobre 1997; Maurizio Parenti e la moglie Carla Scotto, uccisi a colpi di pistola, a Genova, il 24 ottobre 1997; i coniugi orefici Bruno Armando Solari e Maria Luigia Pitto, a Genova il 27 ottobre 1997; il cambiavalute Luciano Marro, a Ventimiglia il 13 novembre 1997; il metronotte Giangiorgio Canu, a Genova il 25 gennaio 1998; le prostitute Stela Truya, albanese, a Varazze (GE), il 9 marzo e Ljudmyla Zuskova, ucraina, a Pietra Ligure (Savona) il 18 marzo; il cambiavalute Enzo Gorni, a Ventimiglia il 20 marzo; i metronotte Candido Randò e Massimo Gualillo, a Novi Ligure il 24 marzo 1998 (in quest’occasione fu ferito il viado Jorge ‘Lorena’ Castro); la prostituta nigeriana Evelyn Tessy Esohe Edoghaye, a Cogoleto il 29 marzo; Elisabetta Zoppetti, passeggera sull’intercity La Spezia-Venezia, il 12 aprile; la prostituta Kristina Walla, albanese, a Pietra Ligure il 14 aprile; Maria Angela Rubino, sul treno Genova-Ventimiglia il 18 aprile; il benzinaio Giuseppe Mileto, ucciso nell’area di servizio dell’autofiori ad Arma di Taggia il 21 aprile 1998. Donato Bilancia fu arrestato dai carabinieri di Genova il 6 maggio e, otto giorni dopo, confessò i delitti sostenendo di aver agito da solo e di propria iniziativa.

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