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Morto Ulay, artista e performer compagno di Marina Abramovic

Aveva 76 anni. Memorabile il sodalizio artistico con l'artista serba, segnato dalle performance sulla grande muraglia cinese e al MoMa di New York: "La sua arte e la sua eredità continueranno a vivere per sempre". Ha raccontato la sua malattia nel documentario 'The project cancer' (2013)

(Lubiana) – È morto all’età di 76 anni l’artista tedesco Ulay. La notizia arriva dalla stampa di Lubiana, città slovena dove l’artista viveva da più di dieci anni. Esponente della performing art, è celebre per il legame con Marina Abramovic, l’artista serba con cui ha condiviso dodici anni di amore e di sodalizio artistico dalla seconda metà degli anni Settanta. “È con grande tristezza che ho saputo della morte del mio amico ed ex partner Ulay. Era un artista e un essere umano eccezionale, ci mancherà profondamente. In questo giorno, è di conforto sapere che la sua arte e la sua eredità continueranno a vivere per sempre” scrive su Facebook Abramovic.

La collaborazione tra i due inizia nel 1976 con la performance Relation in space: due corpi nudi in movimento che camminano uno di fronte all’altro si incrociano, si sfiorano, si scontrano. Nel 1977 il bis. Contestatissimo, provocatorio, l’Imponderabilia che si tiene alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna è forse il loro lavoro più celebre. Ancora i due completamente nudi, questa volta immobili, uno di fronte all’altro, ad accogliere silenziosi il pubblico all’entrata del museo. Pubblico costretto ad infilarsi tra di loro, a sfiorarli, a strisciarsi addosso toccandone involontariamente genitali. La performance originariamente prevista di sei ore, ne durò tre visto l’arrivo delle forze dell’ordine che ne bloccarono il proseguimento. Azione riproposta, senza i due originari protagonisti, l’anno passato durante la mostra omaggio dedicata alla Abramovic a Palazzo Strozzi a Firenze.

Sodalizio artistico e sentimentale tra i due che durò 12 anni e che venne tristemente troncato con un’ulteriore performance a dir poco magniloquente. Nel 1988 si posizionarono ai due estremi opposti della Muraglia Cinese – Ulay a Nord e Marina a Sud – e camminando uno verso l’altro per 2500 chilometri in circa tre mesi si incontrarono a metà del percorsoThe Lovers, questo il titolo del loro addio umano e artistico mostrato in mondovisione. Performance ideata anni prima e mai concretizzata, ma con l’intento contrario: incontrarsi a metà percorso e sposarsi. Successivamente Ulay e Marina passarono più tempo a battibeccare e litigare, tramite uffici legali, per i diritti d’autore di quelle incredibili performance.

 

Solo nel 2010 con The artist is present, presentato al MoMA di New York, i due si incrociarono inaspettatamente nel set della performance della Abramovic. Il lavoro prevedeva che l’artista rimanesse seduta ad un tavolo per ore (alla fine furono 716) mentre davanti a lei si dovevano succedere decine di persone che potevano rimanere lì a fissarla, ma anche alzarsi e toccarla fin quando volevano. Tra questi si presentò a sorpresa proprio Ulay condividendo con lei l’ultima di tante trovate concettuali che volenti o nolenti, hanno lasciato il segno.

Marina Abramovic sui suoi profili social ha salutato così il suo ex compagno:  ” È con grande tristezza che ho saputo della morte del mio amico ed ex partner Ulay oggi. Era un artista e un essere umano eccezionale, che ci mancherai profondamente. In questo giorno, è confortante sapere che la sua arte e la sua eredità continueranno a vivere per sempre”.

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