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Mps, per Profumo e Viola 6 anni di carcere e multa da 2,5 milioni

Il Tribunale di Milano ha condannato lʼex presidente e lʼex a.d. della banca senese, a sua volta sanzionata con 800mila euro

(Milano)- Il Tribunale di Milano ha condannato a 6 anni di reclusione Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, finiti sotto processo in qualità di ex presidente ed ex a.d. di Mps in un filone dell’indagine sulla banca senese. E’ stata comminata anche una multa di 2,5 milioni di euro ciascuno. L’istituto è stato invece condannato a una sanzione di 800mila euro, mentre per Paolo Salvadori, allora presidente del collegio sindacale, la pena è stata di 3 anni e 6 mesi.

Pene accessorie di rito – Oltre ai 6 anni e alla sanzione pecuniaria di 2.5 milioni ciascuno, Profumo e Viola sono stati condannati anche alle pene accessorie di rito, tra cui 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e due anni di interdizione dagli uffici direttivi di imprese. Per l’attuale presidente di Banca Leonardo, a processo però in qualità di ex presidente di Mps, per Viola allora a.d. dell’istituto di credito, per Salvandori e per la stessa banca, la Procura aveva chiesto al gip l’archiviazione, poi respinta, e, lo scorso giugno, in dibattimento, aveva rinnovato la proposta di assoluzione. In precedenza Fabrizio Viola era stato erroneamente indicato come attuale senior advisor di BCG, notizia inviata dall’agenzia Ansa, carica però non più ricoperta dal 2018.

Falso in bilancio e aggiotaggio – Le accuse erano di falso in bilancio e aggiotaggio in relazione ai derivati Alexandria e Santorini e alla loro contabilizzazione a saldi aperti nei bilanci di Mps per gli anni 2013 e 2014 e il primo semestre del 2015. Il pm Stefano Civardi, durante la sua requisitoria, prima di ribadire la richiesta di assoluzione, aveva spiegato che tale contabilizzazione, pur “non corretta” , “di certo non era diretta a ingannare soci e mercati”.
La difesa: “Sentenza sbagliata” – “Leggeremo con attenzione le motivazioni e senz’altro presenteremo appello contro una sentenza che consideriamo sbagliata. Abbiamo sempre creduto nel corretto operato dei nostri assistiti”: è questo il commento dell’avvocato Adriano Raffaelli, uno dei difensori di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola.

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