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Referendum, Di Maio: “Taglio parlamentari ora o mai più”

Secondo il ministro degli Esteri, tra le ragioni per votare Sì cʼè anche un "piano di risparmio" per le casse dello Stato

(Roma)- “Il nostro slogan per il referendum è ‘ora o mai più’ perché votando Sì tagliamo 345 parlamentari. Altrimenti rimane tutto com’è”. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Luigi Di Maio parlando a Pozzuoli nel suo tour di due giorni in Campania. “Abbiamo un numero elevato di parlamentari perché, uscendo dal fascismo, i padri costituenti” ritennero che così si rappresentassero meglio i cittadini. Ma poi, ha chiarito Di Maio, le cose sono cambiate.

“Uscivamo dal fascismo e i nostri padri costituenti, mancando una solidità delle istituzioni a livello territoriale, pensarono che la presenza di un alto numero di parlamentari rappresentasse meglio tutti i cittadini – ha puntualizzato il ministro degli Esteri -. Ma da allora ad oggi sono nate: le Regioni, le Province, i Comuni, i Consigli di quartiere, le città metropolitane e le comunità montane che arrivano al mare. Credo che abbiamo abbastanza rappresentanti e quindi possiamo tagliare qualche parlamentare”.

Di Maio ha quindi elencato i motivi per i quali si dovrebbe votare Sì al referendum: “Le buone ragioni per il taglio sono anche sul piano del risparmio. Sono 300mila euro al giorno. C’è chi con molta sufficienza dice siano pochi, io penso che molta gente pur lavorando una vita intera questi 300mila euro non li ha mai visti in busta paga lorda. In un momento di crisi economica e di crisi pandemica ogni soldo che si può risparmiare, lo risparmiamo”.
“Quelli del ‘No’ dicono che sia meglio tagliare lo stipendio dei parlamentari – ha aggiunto -. Noi glielo abbiamo detto per otto anni. Adesso guarda caso per non tagliare la loro poltrona sono disposti a tagliarsi lo stipendio. Benissimo, noi lo facciamo da otto anni. Io stesso ho fatto bonifici per 400mila euro. Poi c’è stato qualcuno che ha fatto il furbo e lo abbiamo messo fuori. Il nostro voto per il Sì è una questione europea, di futuro e di fiducia nelle istituzioni”.

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