Attualità

SI TORNA A SCUOLA

Rientrano le superiori in 4 Regioni e le medie in Lombardia e Campania

(Roma)- Si torna tra i banchi, con le lezioni in presenza al 50%, in alcune regioni da lunedì 25 gennaio. Con il  ritorno in zona arancione, possono rientrare a scuola circa 600mila studenti lombardi (200mila delle medie e 400mila delle superiori) che finora erano confinati in didattica a distanza. Quelli delle medie ripartiranno già lunedì, per quelli delle superiori servirà qualche giorno per riaprire le strutture. Da lunedì 25 gennaio tornano in classe anche altri 360mila studenti: quelli delle scuole superiori di Liguria, Marche e Umbria, e delle scuole medie in Campania.

Le scuole superiori in Lombardia hanno qualche giorno in più per attrezzarsi alla ripresa delle lezioni in presenza al 50%: la prefettura ha inviato una lettera ai dirigenti scolastici spiegando che, in considerazione del poco preavviso per la ripresa – notizia arrivata nel fine settimana – per le scuole c’è la possibilità di avere un differimento pur limitato dai dati del 25 gennaio, in modo di informare studenti e famiglie. Lunedì a scuola torneranno altri 360 mila studenti, per l’esattezza 353.579: sono quelli delle superiori nelle regioni Liguria, Marche, Umbria (che si alterneranno in percentuali che vanno dal 50 al 75%) e delle medie in Campania.Un milione di studenti è pronto a tornare domani tra i banchi. Gli alunni delle superiori seguiranno infatti di nuovo le lezioni in presenza, seppur a turni, in quattro Regioni italiane: LombardiaLiguriaMarche Umbria.

Ma a rientrare in classe saranno pure i ragazzini delle scuole medie della stessa Lombardia e della Campania. Per quanto riguarda la Lombardia, tornata arancione da stamattina, dopo settimane di didattica a distanza, proteste e occupazioni da parte dei ragazzi che chiedevano di poter fare ritorno nelle loro classi, rientrano a scuola i 200 mila studenti delle medie e oltre 400 mila delle superiori. Tuttavia, mentre le medie torneranno interamente in classe già da lunedì 25, le scuole superiori milanesi hanno qualche giorno in più per attrezzarsi alla ripresa delle lezioni in presenza al 50%: probabilmente sarà circa la metà degli istituti a partire subito, gli altri seguiranno a poco a poco. Gli studenti entreranno in classe su due fasce orarie: circa il 35% inizia alle 8 e il 15% alle 9:30.Altri 640 mila studenti delle superiori erano tornati in classe lunedì scorso, 18 gennaio, nel Lazio, in Emilia Romagna, in Molise e in Piemonte. L’11 gennaio erano rientrati in Valle d’Aosta, Toscana e in Abruzzo. In Trentino Alto Adige gli studenti avevano fatto ritorno già dal 7 gennaio.All’appello mancano gli studenti delle superiori in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Sardegna, Basilicata, della Calabria, della Campania e della Puglia, per i quali è stato stabilito che si tornerà il 1 febbraio.

Ma domani sarà anche giornata di nuove mobilitazoni. Il sindacato dei Cobas e il movimento “Priorità alla scuola prevedono 25 presìdi in 23 città di cui uno a Roma, davanti al Ministero, alle ore 16. “La ministra Lucia Azzolina – si legge in una nota Cobas – è entrata al Ministero dell’Istruzione affermando che avrebbe preso di petto le classi pollaio ed ha continuato a ribadire lo stesso concetto anche nel corso della pandemia. Queste sono le parole. E i fatti? I fatti ci dicono che nemmeno un euro è stato stanziato né nel Recovery Plan, né in Finanziaria per la riduzione del numero di alunni per classe e il problema del sovraffollamento delle classi è letteralmente scomparso nelle recenti linee guida emanate dal Ministero”. Si sommano ai 640mila studenti delle superiori tornati in classe lunedì scorso, 18 gennaio, nel Lazio, in Emilia Romagna, in Molise e in Piemonte. L’11 gennaio erano tornati sui banchi in Valle d’Aosta, Toscana e Abruzzo. In Trentino Alto Adige gli studenti avevano fatto ritorno già dal 7 gennaio. All’appello mancano gli studenti delle scuole superiori in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Sardegna, Basilicata, della Calabria, della Campania e della Puglia per i quali è stato stabilito che si tornerà il 1 febbraio.

Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina hal monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità, l’indice Rt nazionale è sceso sotto 1. Dobbiamo restare prudep

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