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VERTICE UE; DRAGHI: EUROPEI INGANNATI SUI VACCINI

Eurosummit in videoconferenza dei capi di Stato e di governo dell'Unione. Tra i temi: gli accordi con gli Usa sui vaccini e l'apertura alla Turchia

(Roma)- Si è concluso in serata, in videoconferenza, il tradizionale vertice di marzo dei capi di Stato e di governo dell’Ue. Il Consiglio Ue è stato presieduto da Charles Michel in collegamento da Bruxelles con le capitali. Rispetto alle previsioni, il summit è terminato in anticipo, senza la riunione di domani. I leader si sono confrontati anzitutto sui temi legati alla pandemia di Covid-19, inclusa la proposta del certificato verde digitale avanzata dalla Commissione Europea. È seguita la conferenza stampa congiunta del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, con la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. I leader del Consiglio europeo hanno siglato un documento comune.

Ripartizione avviene in base popolazione I capi di Stato e di Governo Ue hanno confermato che “la chiave della ripartizione delle dosi è in base alla popolazione”. E’ quanto si legge nel documento conclusivo del vertice Ue. I leader dei Ventisette, nelle conclusioni del vertice, hanno invitato il Coreper “ad affrontare la questione dell’assegnazione delle 10 milioni di dosi di BioNTech-Pfizer anticipate al secondo trimestre del 2021 in uno spirito di solidarietà”.

Michel: priorità assoluta aumentare produzione vaccini “Con la Commissione europea siamo mobilitati ad aumentare sostanzialmente la produzione e la distribuzione dei vaccini anti-Covid nelle prossime settimane”.Così il presidente della Commissione europea, Charles Michel, al termine della videoconferenza dei leader Ue.

“Impegno con Biden a garantire accesso a vaccini” “E’ stato un Consiglio eccezionale con la partecipazione del presidente americano, Joe Biden. L’ultima volta fu undici anni fa con Barack Obama”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nella conferenza stampa al termine. “Abbiamo avuto l’occasione di sentire la visione del presidente sulla futura collaborazione tra Ue e Usa. E’ stata l’occasione per noi per esprimere il nostro impegno per l’Alleanza atlantica. Abbiamo identificato i temi su cui ci impegniamo insieme in particolare sulla necessità di garantire accesso ai vaccini e alle catene di approvvigionamento”, ha aggiunto Michel. Il commissario europeo Thierry Breton e la sua task force sono in contatto con l’amministrazione statunitense “per garantire gli approvvigionamenti necessari per produrre più dosi”, ha detto Charles Michel.

Von der Leyen: inizia terza ondata Covid in Ue La mortalità cresce meno dei contagi, primo effetto della vaccinazioni degli anziani, ha aggiunto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando nella conferenza stampa dopo Michel. Per von der Leyen “la situazione resta preoccupante. Per questo serve una vaccinazione rapida ed efficace”. Sui vaccini, la presidente della Commissione ha detto che la Ue continuerà l’export ed ha auspicato che altri facciano lo stesso.

“Ue vuole certezze sulle proprie dosi” “Vogliamo essere certi di avere la parte di vaccini che ci compete, perché dobbiamo poter spiegare ai cittadini che se le società esportano i vaccini al resto del mondo è perché stanno rispettando integralmente gli impegni presi e non c’è rischio per la sicurezza degli approvvigionamenti in Ue” ha chiarito von der Leyen. “L’Ue è orgogliosa di essere la casa di aziende che esportano in tutto il mondo e sarà sempre una fervente sostenitrice della cooperazione globale. Invitiamo gli altri a corrispondere alla nostra apertura”, ha aggiunto.

“AstraZeneca rispetti contratti prima di esportare” “Le società farmaceutiche devono onorare i loro contratti con l’Unione europea prima di poter esportare i loro vaccini anti-Covid in altre regioni del mondo, e questo è naturalmente il caso di AstraZeneca” ha affermato Ursula von der Leyen. “Penso che sia chiaro per la società che innanzitutto deve recuperare il ritardo” nelle consegne, “e onorare i contratti con gli stati membri dell’Ue, prima di poter riprendere a esportare i suoi vaccini”, ha avvertito la presidente della Commissione. Rispondendo poi a una domanda sullo stock di dosi di vaccini AstraZeneca trovato dalle ispezioni delle autorità italiane “nascosto” nello stabilimento di Anagni, von der Leyen ha precisato: “La società ha chiarito che di questi 29 milioni di dosi, 13 milioni sono destinate al progetto Covax e 16 milioni sono per gli Stati membri dell’Ue. In effetti per noi è importante che i vaccini siano consegnati al Covax”, che “è lo strumento più importante per assicurare che i paesi a reddito medio basso abbiano accesso ai vaccini”. Inoltre, ha concluso la presidente della Commissione, “le sostanze farmaceutiche che sono sono state usate per il ‘fill & finish’ (l’infialatura, ndr) nel sito di produzione italiano venivano dalla Corea del Sud e dalla Cina, e questo è la via usuale per la produzione dei vaccini destinati al Covax”.

 

“Pronti a espandere produzione vaccini contro varianti” “Abbiamo un forte interesse ad espandere la produzione di vaccini nell’Unione europea per essere preparati per il prossimo anno e per il momento in cui dovremo rilanciare l’immunità contro il Covid o le sue varianti”, ha detto infine la presidente della Commissione Ue. “E’ nostro interesse intensificare la cooperazione” e “investire nelle case farmaceutiche affidabili, che hanno dimostrato di poter aumentare la produzione e onorare il loro contratto, perché in tempi di pandemia è la strada giusta da percorrere”, ha aggiunto.

Draghi: gli europei si sentono delusi da alcune case farmaceutiche “I cittadini europei si sentono ingannati da alcune case farmaceutiche”. Lo ha detto il premier Mario Draghi,secondo quanto viene riferito da alcune fonti a Bruxelles, alla videoconferenza dei leader, dove ha anche ripercorso la vicenda delle 29 milioni di dosi ritrovate nello stabilimento di Anagni. Inoltre, il premier ha pienamente condiviso la proposta della Commissione Ue di introdurre un certificato verde digitale, invitando anche ad approfondire alcuni possibili ostacoli all’esecuzione del progetto. Secondo quanto si apprende da fonti a Bruxelles, Draghi ha detto che gli Stati avranno bisogno di tutto l’aiuto che la Commissione può dare, perché avere piattaforme nazionali e renderle interoperabili non è un risultato banale. Draghi ha anche invitato i leader a riflettere su come affrontare i possibili rischi di discriminazione tra persone causati dall’introduzione del certificato. Il premier ha dato il suo ”pieno sostegno” alla proposta di von der Leyen di rafforzare il meccanismo europeo sulle esportazioni di vaccini.

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