Cinema

De Maio, meno spazio alle serie Usa, è il momento del cinema italiano

Meno serie americane, più spazio alle produzioni europee e massimo supporto al cinema italiano. Sono soli alcuni dei punti fermi alla base del progetto di Adriano De Maio, eletto lo scorso maggio direttore Cinema e Serie Tv della Rai in questi giorni a Venezia per la Mostra del cinema

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Venezia, 2 set. (LaPresse) – Meno serie americane, più spazio alle produzioni europee e massimo supporto al cinema italiano. Sono soli alcuni dei punti fermi alla base del progetto di Adriano De Maio, eletto lo scorso maggio direttore Cinema e Serie Tv della Rai. In questi giorni, De Maio è lavoro a Venezia durante la mostra del cinema dove anche la Rai è protagonista con una serie di produzioni, a cominciare dal film d’apertura Comandante di De Angelis. Un lavoro che De Maio, incontrato casualmente al Lido durante uno dei suoi frequenti trasferimenti da una location all’altra della kermesse, spiega di approcciare “con grande entusiasmo ma senza il pregiudizio, il peccato originale, di avere una cultura del cinema che poi mi fa ragionare in maniera settoriale”.

La sua visione è ampia e strutturata e abbraccia diverse sfere, che all’agenzia LaPresse spiega così: “Il cinema va contestualizzato nel settore della tv che fa intrattenimento, cultura, che dovrebbe insegnare e stimolare. Insomma, un cinema non fine a se stesso ma come strumento di comunicazione per il contratto di servizio che in Rai è la nostra bibbia quotidiana”. Interessato al fine, non solo al contenuto: “Faccio l’esempio del tv movie -spiega De Maio-, un genere che adesso va per la maggiore e che fa anche ascolto, ma poi non ti lascia nulla. La Rai deve avere la sua identità. Quando io vedo un tv movie e poi vado su un altro canale non Rai e vedo la stessa immagine, mi rendo conto che devo fare uno sforzo in più per rendere ciò che la Rai trasmette un po’ più unico”. Il cinema, per esempio.”Abbiamo bellissimi film italiani e un magazzino sterminato, abbiamo Rai Cinema che vorrei valorizzare insieme alla mia squadra di programmatori, che io stimolo in questo momento a cercare di più anche in casa. E’ il momento del cinema italiano -rimarca-, bisogna approfittare di questa situazione in America e del prodotto, come ad esempio le serie americane, che non avremo l’anno prossimo e che noi trasmettiamo. Sono spazi che si liberano ‘grazie’ a questo sciopero che c’è”.

Non è la qualità del prodotto che De Maio mette in discussione: “Sono serie bellissime su cui la Rai ha vissuto tanti anni facendo bei numeri, ma oggi per quel che mi riguarda dobbiamo trasferire questo prodotto agli appassionati sulle reti specializzate.C’è ad esempio Rai4 che vive molto di questo settore, vorrei inserire delle serie europee che già stiamo cercando e liberare spazio nella generalista per fare opere prime. Spazio ai corti e al cinema italiano”.

Che potrebbero trovare una loro naturale collocazione “su Rai2, che è sempre stata la tv della sperimentazione. Soprattutto se riusciamo a individuare dei prodotti per i giovani, delle serie che abbiano un contenuto e che siano un esempio per loro. Io sono cresciuto con La casa nella prateria, Star Trek, Spazio 1999. Serie di contenuto, che avevano un eroe. Cercando nella modernità, c’è qualcosa che può rappresentare dei valori”. “E poi -dice ancora- la tv in questo momento deve aiutare il cinema: mentre prima la tv era l’eco delle sale, ora dobbiamo riuscire a portare di nuovo il pubblico al cinema. All’interno di Rai Movie io vorrei creare delle fasce per le opere prime, per un certo tipo di cinema italiano. Serve inoltre una collaborazione tra i generi in Rai, sono già al lavoro con con la direzione Creativa e con la Comunicazione per confezionare il prodotto cinema, quindi le sigle del cinema. Anche lo spazio dei corti avrà delle sigle, stiamo pensando a degli annunci per il cinema, un minuto in cui il film viene raccontato da personaggi della società civile o da giovani attori per non inserire un film come se fosse un tappabuchi tra un genere e l’altro. C’è poi la collaborazione con l’Approfondimento per creare degli spazi di film dossier che possano sottolineare e prendere spunto dalla società e creare un dibattito come era una volta. Uno spazio di cinema ma con dei film ricercati su quello che succede oggi, vorremmo usare i film come spunto per raccontare la società e creare un dibattito dopo”.

La ricerca dei prodotti è già iniziata: “A Venezia c’è tanto di Rai Cinema e credo che abbia anche centrato la nostra epoca e la necessità di avere degli eroi, degli esempi positivi che il cinema può rappresentare sia per i giovani che per i telespettatori. Penso a Ferrari di Mann e anche al Comandante, un esempio positivo. L’eroe non ha un partito politico, è un eroe e basta. E’ il cinema giusto”. In quest’ottica, lo sciopero di Hollywood “è sicuramente un’opportunità da cogliere per il cinema italiano, cui Venezia ha dato spazio”. De Maio, infine, si spinge oltre la parità di genere: “Abbiamo fatto dei cicli sulle donne e continueremo, dobbiamo cercare dei titoli che possano produrre dei modelli positivi esaltando la figura delle donne che hanno fatto tanto. Io -conclude- affiderei tutto alle donne, perché spesso sanno curare meglio e custodire le cose importanti di questo mondo”.

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