Cinema

OLDMAN GIFFONI

L'attore ospite di una masterclass al Giffoni Film Festival dove ha raccontato la sua vita e carriera davanti a una platea di giovanissimi

(Salerno)-I capelli lunghi, ma nascosti in un codino, che hanno tanto caratterizzato il personaggio di Sirius Black in Harry Potter e lo sguardo da ragazzino che ha sempre voglia di fare, purché senza compromessi: è l’attore premio Oscar Gary Oldman che si concede ad un pubblico tutt’altro che ordinario, quello del Giffoni Film Festival. “Non pensavo di trovarmi di fronte a ragazzi così preparati e così entusiasta di fare cinema”, esordisce.

Appassionato di musica, suona il pianoforte, fa una cosa per volta e la fa bene. Ora si sta concentrando sulla seconda serie di “Slow Horses” e in contemporanea conserva nel cassetto alcuni progetti importanti per il cinema: “Mi rendo conto che produrre un film con storie così fantastiche e articolate come quelle che propongo io, intimidisca molti. Per cui aspetto, non ho fretta e nel frattempo, conservo i copioni per quando arriverà il momento giusto. Non posso scendere a compromessi, non sarebbe giusto per le mie storie”.

Sirius Black per Oldman è stato un importante tassello della sua carriera professionale e umana; avrebbe voluto continuare ad interpretarlo, soprattutto perché “ho tratto ispirazione dal mio rapporto con Daniel Radcliffe. Inizialmente lui era molto timoroso, ma abbiamo costruito un rapporto bellissimo fatto di momenti passati insieme e si è visto anche in scena che c’era una vera sintonia”.

Sulla questione del passaggio di testimone alle nuove generazioni, commenta: “l cinema funziona perché esiste un meccanismo di staffetta. Bisogna cedere il passo ai giovani che rappresentano il futuro». Non ha mai lavorato con registi italiani, ma «mi piacerebbe fare un film con Paolo Sorrentino. È un professionista che stimo tanto”

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