Economia

Visco: gli aiuti anti-Covid cesseranno, bisogna essere preparati

Il governatore di Bankitalia conferma i dati Ocse: Pil in rialzo (+4,5% nel 2021 e +4,4% nel 2022), ma sarà necessario sostenere chi perde il lavoro

(Roma)-E’ “certo” che gli “stimoli” economici per combattere gli effetti della pandemia “verranno meno”: a ricordarlo è il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Il quale chiarisce che quindi “cesseranno il blocco dei licenziamenti, le garanzie dello Stato sui prestiti, le moratorie sui debiti, e andrà ridotto il fardello del debito pubblico sull’economia”. E “bisogna essere preparati” per rispondere “agli eventi e a sviluppi inattesi”.

Il governatore di Bankitalia ha spiegato che quest’anno la crescita del Pil “potrebbe superare il 4%”, dato che “l’attività produttiva si sta rafforzando” e che “nel corso dei prossimi mesi, con il prosieguo della campagna vaccinale, vi potrà essere un’accelerazione della ripresa”. Dati che coincidono con le stime Ocse, secondo cui il Pil italiano crescerà del 4,5% nel 2021 e del 4,4% nel 2022. Secondo Visco, “una ripresa robusta della domanda nella seconda metà di quest’anno è quindi possibile” a condizione che proseguano “le favorevoli prospettive connesse con la campagna vaccinale e il buon avvio del Pnrr”.

Visco ha però avvertito che “verrà meno lo stimolo” delle politiche di sostegno anti-Covid, e che quindi “bisogna essere preparati” per rispondere non solo alle evoluzioni già certe della situazione, ma anche “a eventi e sviluppi inattesi”. E in ogni caso, superata l’emergenza “sarà necessario mantenere il sostegno a chi perde il lavoro”: secondo il governatore andranno corrette “le importanti debolezze nel disegno e nella copertura della rete di protezione sociale che permangono nonostante le riforme degli ultimi anni: la pandemia le ha rese manifeste, richiedendo l’adozione di interventi straordinari”.

Allarme del governatore Visco sulla situazione delle banche più piccole che presentano “debolezze strutturali” e che ora con “urgenza” devono “rivedano i propri modelli di attività”. Nelle considerazioni finali Visco indica, quali azioni, “la stipula di accordi commerciali con altri operatori, la creazione di consorzi e, non ultime, operazioni di aggregazione” per tali istituti che peraltro sono quelli con una maggiore incidenza di crediti sotto moratoria. Situazione diversa per gli istituti maggiori significativi che oramai sono in linea per patrimonializzazione e qualità dei prestiti con gli atri paesi.

Una “stabile emissione di debito” europeo garantita da “fonti di entrata autonome”, per creare una “capacità di bilancio comune” con una revisione delle regole di bilancio. E’ la proposta del Governatore della Banca d’Italia, che nelle considerazioni finali – oltre a ribadire la necessità di non ritirare troppo presto le misure di sostegno, anche monetario – si sofferma sul futuro dell’Unione e sulla possibilità di rendere permanente un meccanismo di condivisione del debito come il recovery o lo schema anti-disoccupazione Sure, se le politiche nazionali ne faranno un successo. Debito comune – spiega Visco – “ben distinto dal debito pregresso dei singoli paesi, che resterebbe responsabilità nazionale” anche se una parte potrebbe entrare in una gestione comune “ad esempio attraverso un fondo di ammortamento”.

In conclusione, avverte Visco, “dopo la pandemia deve aprirsi una nuova epoca, un’epoca di cooperazione multilaterale intensa, di riduzione delle ingiustizie diffuse, di creazione di nuove opportunità”. E sottolinea che “per rispondere agli effetti economici e sociali della crisi sanitaria”, sono state assunte “decisioni coraggiose” da parte dell’Europa: ora “le premesse per uscire con rinnovata energia, insieme, dalla crisi sono incoraggianti: le aspettative non devono andare deluse”.

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