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Emilya Ndme: anima alt-rock italiana

La nostra intervista esclusiva con la cantautrice genovese Emilya Ndme

Il canto e la musica costituiscono le sue più profonde passioni, tanto da aver deciso di intraprendere una carriera nel campo musicale. Si tratta di Emilya Ndme che, nell’intervista esclusiva concessa a Twikie, offrirà un’analisi approfondita del proprio universo artistico, rivelando i retroscena di un percorso professionale tanto affascinante quanto complesso, arricchito da numerosi elementi che permettono una piena comprensione di questa figura eminente nel panorama musicale.

 

Tre cose fondamentali nella tua vita a cui non puoi assolutamente rinunciare?
“La musica, soprattutto fare live: amo stare sul palco e vedere mesi del mio tempo, le mie idee diventare vive. Il mare, perché mi ricorda da dove vengo e mi rimette a posto il rumore in testa.
E le mie zone d’ombra: stare da sola, sparire, non dover spiegare sempre tutto”.

 

Come nasce la tua passione per la musica?
“Non saprei dire un momento preciso. È sempre stata lì, non ho ricordi senza la musica o la voglia di suonare qualunque strumento vero o giocattolo che mi trovavo di fronte. Ho il ricordo di me che immagino di suonare un pianoforte ma era solo la scrivania della mia cameretta. Prima ho ascoltato tanto e poi ho iniziato a scrivere e a suonare. A un certo punto la musica è diventata l’unico posto in cui riesco ad essere completamente onesta”.

 

Invece il tuo percorso professionale?

“Ho un dottorato in biochimica e biofisica e ho sempre fatto musica. Una doppia vita super incasinata. Ho imparato a stare sul palco in una cover band, poi contest vari, mini EP, chilometri in macchina, palchi piccoli, gente più grande di me che mi ha insegnato a suonare sul campo. Poi l’autoproduzione, i provini fatti su un iPad, l’inglese, le porte socchiuse. E io che entravo lo stesso, anche di lato”.

 

Puoi spiegarci bene cosa rappresenta per te il progetto alt-rock/indie che porti avanti?
“È il posto dove finiscono tutte le versioni di me stessa: il grunge, il femminile, la rabbia, il trucco colato, la dolcezza che non si vede subito, l’eleganza, l’arroganza. E’ un habitat: un posto emotivo dove posso esistere senza smussarmi per forza.

 

C’è un ricordo di questo percorso musicale che porti sempre nel cuore?
“L’opening per Elisa Toffoli nel 2022…terrorizzata ma lucidissima, come quando sai che sei esattamente dove devi essere. Quel momento in cui sali sul palco e capisci che tutta la strada fatta e i sacrifici, le amicizie lasciate andare per mancanza di tempo, avevano senso”.

 

C’è un punto di riferimento in questo tuo percorso?
“Più che un nome preciso, direi un’attitudine. Le artiste che non hanno chiesto il permesso, che non si sono fatte rimpicciolire per essere più digeribili. Quelle mi hanno sempre fatto sentire meno sola”.

 

Adesso a quale progetto musicale stai lavorando?
“A nuova musica, ovviamente. Sto scrivendo e lavorando tanto sul sound e sull’identità artistica. Esistono tante copie in giro e imitazioni ed è quello che io evito da sempre ma per ottenere ciò che voglio c’è bisogno di ricerca e ascolto”.

Invece un sogno nel cassetto da realizzare?
“Portare questo progetto fuori dall’Italia in modo stabile. E suonare su palchi dove non devo spiegare perché canto in inglese, ahaha (ride ndr)”.

Altre passioni oltre la musica che coltivi?
“L’estetica, in tutte le sue forme. Fotografia, video making, la danza, la moda. E poi scrivere, anche cose che non diventeranno mai canzoni”.

 

Sei in parte toscana e in parte ligure: in cosa ti senti simile a queste due splendide località?
“Ho il sarcasmo ligure e il calore toscano, ma entrambi filtrati da una certa distanza emotiva.
Sono espansiva a modo mio, ma con il freno a mano sempre un filo tirato”.

 

Qual è a tuo parere la tua parte più sexy e sensuale?
“Non è semplice rispondere per se stessi ma ti direi il viso e il sorriso”.

 

Se diciamo la parola “Amore” cosa rispondi?
“Una cosa enorme che cerco di trattare con ironia per non farmi schiacciare e con cui ho un rapporto un pò strano”.

 

Se invece diciamo “Sesso”?
“Istinto. Molto meno complicato dell’amore, ma incasina un sacco la vita”.

Per una serata galante cosa adori indossare?

“Dipende dal contesto. Se è una serata con una persona “nuova” allora jeans, anfibi e un maglione: non amo dare segnale troppo evidenti. Se con un compagno di vita allora un pò sexy lolita ma sempre anfibi ai piedi”.

 

Ci racconti una marachella o monellata realizzata, e una che vorresti realizzare?
“Quelle realizzate probabilmente è meglio lasciarle nei camerini e nei backstage.
Una che vorrei fare? Sparire per un mese  ihh (ride ndr)”

Il posto più strano e più simpatico dove hai fatto l’amore? E una location futura?
“Diciamo che i posti improvvisati, quando sei sempre in giro, non mancano.
Per il futuro: spero nei camerini del MI AMI festival… fatelo sapere alla direzione artistica, magari ci pensano”.

Se non avessi intrapreso questo percorso chi saresti?
“Qualcuno di più tranquillo fuori e molto più irrequieto dentro: la musica mi ha salvato da una versione di me decisamente peggiore”.

 

Un complimento che ti piace ricevere?
“Sei credibile. Perché vuol dire che quello che faccio lo faccio bene”.

 

Photo Credits: Ph: Denise Valsecchi – Ph: Leyla El Abiri

 

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