Coronavirus, Conte: “I sindaci potranno chiudere vie e piazze”
Il premier ha quindi spiegato che sarà data una settimana alle palestre per allinearsi ai protocolli

(Roma)- “Il Paese non può permettersi un nuovo lockdown generalizzato”. Così Giuseppe Conte spiegando le misure contenute nel nuovo dpcm. Tra le novità introdotte la possibilità per i sindaci di chiudere vie e piazze dove si crea assembramento. Confermata l’attività in presenza per le scuole, anche se si incentiverà la didattica digitale per gli istituti superiori.
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“Una settimana alle palestre per adeguarsi ai protocolli””Daremo una settimana di tempo alle palestre per allinearsi ai protocolli di sicurezza”, ha quindi spiegato il premier sottolineando come sul settore ci siano notizie discordanti quanto all’adeguamento delle singole strutture alle norme. “Rimane vietato – ha aggiunto Conte – lo sport di contatto a livello amatoriale e non sono consentite competizioni per attività dilettantistica di base”.

“Ristoranti aperti fino alle 24, massimo 6 persone a tavolo”I ristoranti chiuderanno alle 24: “si potrà stare per un massimo di sei persone per singolo tavolo e tutti i ristoratori dovranno affiggere quante persone sono ammesse. Nessuna limitazione negli ospedali, negli aeroporti, lungo le autostrade”.

“Massima precauzione con parenti e amici””La strategia non è e non può essere la stessa della primavera: in questi mesi abbiamo lavorato intensamente – ha spiegato Conte -. Le misure più efficaci restano le precauzioni di base: mascherina, distanziamento e igiene delle mani. Facciamo attenzione nelle situazioni in cui abbassiamo la guardia, con parenti ed amici. In queste situazioni occorre massima precauzione”. “Il governo c’e’ ma ciascuno deve fare la sua parte”. È rimasta aperta fino all’ultimo la questione relativa alle palestre e alle piscine che – sottolineano all’agenzia Ansa fonti del ministero dello Sport – «come settore hanno affrontato ingenti spese per adeguare i propri spazi ai protocolli di sicurezza, e che nessuna evidenza scientifica denuncia focolai in relazione all’allenamento individuale nei luoghi controllati». Alla fine è stato deciso di permettere a palestre e piscine di rimanere aperte, ma con una settimana di tempo per adeguarsi ai nuovi protocolli di sicurezza. Chi non si adeguerà, dovrà chiudere tra sette giorni.



