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Arcelor Mittal, sindacati: “Piano inaccettabile, sciopero il 9 giugno”

Il progetto dellʼazienda presentato al governo prevede oltre 3mila licenziamenti e lo stralcio dellʼaccordo sul rientro di 1.700 dipendenti

(Milano)- E’ “inaccettabile”, secondo le sigle dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil, il “piano industriale presentato da Arcelor Mittal al governo” sull’azienda. Per protestare contro la proposta, i sindacati hanno proclamato 24 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del gruppo ex Ilva per il 9 giugno. Il piano, “non ancora ufficializzato alle organizzazioni sindacali – spiegano – contiene esuberi all’interno dei vari siti”.

Sono circa 5mila gli esuberi previsti. “ArcelorMittal, con l’ennesimo ricatto, chiede due miliardi di euro al governo italiano e contemporaneamente licenzia 3.300 dipendenti, straccia l’accordo del 2018 sul rientro a lavoro dei 1.700 di Ilva Amministrazione straordinaria, mette a forte rischio gran parte dei 7mila dell’indotto e l’intera siderurgia italiana”, spiega il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella.

Lo sciopero del 9 giugno sarà in concomitanza con l’incontro tra le segreterie nazionali e il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli. Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm, insieme alle strutture territoriali e alle RSU del gruppo Arcelor ex Ilva “rivendicano con forza la piena occupazione, gli investimenti e il risanamento ambientale oggetto dell’accordo sindacale del 6 settembre 2018. Ritengono ancor più grave che le decisioni dell’azienda si basino su un accordo tra la stessa Arcelor Mittal e il governo siglato nello scorso mese di marzo ma a tutt’oggi a noi sconosciuto”, si legge nella nota.

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