Moda

GIANPAOLO ESSE COUTURE: STORIA E PROGETTI DI UNA SOLIDA REALTÀ DELL’ALTA SARTORIA ITALIANA

Intervista a Gianpaolo S., fondatore e designer della "Gianpaolo Esse Couture": una preziosa e solida realtà dell'alta sartoria italiana, che dura da ben 25 anni.

Uno stile inimitabile, quello della Gianpaolo Esse Couture, nato nel 1998 dall’esperienza di grandi sarti e maturato rispettivamente nell’alta moda e nel design. Il primo atelier viene aperto in un piccolo spazio e il successo è immediato, lo stile lineare e pulito di Gianpaolo Esse fa subito tendenza grazie ai dettagli curati e seguiti personalmente, come veri e propri laboratori creativi dove nascono le idee e dove i clienti esigenti e le future spose vedono, passo dopo passo, nascere il loro abito. Creazioni personalizzate, la continua ricerca stilistica, l’utilizzo di tessuti esclusivi, la qualità delle confezioni e dei tagli sartoriali permettono ad ogni modello di donare quella grinta in più che ha reso la Gianpaolo Esse un marchio solido e apprezzato, interamente Made in Italy. Abbiamo incontrato lo stilista e designer Gianpaolo S., il quale ha generosamente condiviso con noi ricordi personali e professionali, progetti futuri e persino alcuni dettagli relativi alla sua sfera personale.
Gianpaolo, ci racconta come è nata la sua passione per la moda?
“È nata che ero ancora piccolo, un bambino. Avevo una zia sarta dove mia madre mi portava spesso, per fare piccole riparazioni. Qui, per tenermi buono, mi davano dei pezzi di stoffa con cui giocare: ho creato le mie prime gonne per alcune bambole che aveva mia zia in casa, pensi!(ride, ndr). Ricordo che lei diceva sempre che avrei avuto un futuro, in sartoria”.
E aveva ragione! Quale è stato il suo percorso per diventare uno stilista di alta sartoria?
“Devo dire che un mio zio, che lavorava con grossi brand di abbigliamento, mi ha aiutato a introdurmi nel settore. Naturalmente ho studiato eh,  dapprima all’Accademia delle Arti e poi specializzandomi nel settore costumista, infine ho scelto un biennio di studi specifico, per diventare stilista e designer. Qui sono stato notato e mi hanno proposto di insegnare. Intanto ho cominciato alcune collaborazioni con diversi brand, e infine sono arrivato a Roma dove ho lavorato per importanti case di Moda. Eppure tutto questo non mi bastava e così ho pensato di provare a creare un campionato tutto mio, magari di realizzare anche abiti da sposa su misura. Il passaparola è stato fondamentale per dare lustro al mio attuale brand”.
Ha fatto tanta gavetta…
” Certo, molta gavetta ed esperienza. Per essere un bravo stilista devi avere le basi: l’ago in mano, conoscere i tessuti, saper lavorare sul manichino, fare i drappeggi. Uno stilista deve far nascere un vestito, non solo saperlo disegnare”.
Si è mai ispirato ad altri stilisti?
“Diciamo che io ho lavorato con grandi stilisti della Moda italiana e da ciascuno di loro ho imparato qualcosa riguardo l’alta sartoria, che poi ho portato con me nel mio percorso di stilista”.
Come definirebbe la “Gianpaolo Esse Couture”?
“La Gianpaolo Esse è una piccola realtà dell’alta sartoria italiana, che non intende svendersi. Per essa lavorano un team di collaboratori artigiani, quelli veri, quelli di una volta”.
A quale target di donna ambisce la Gianpaolo Esse Couture? 
“Il target al quale si riferisce è quello che va dalla donna giovanissima superfashion a quella più adulta. La costante è sempre l’eleganza, la ricerca della bellezza, la classe. Per la mia moda mi ispiro agli anni 50, 60 e 70, mi piace creare linee che ricordano quei periodi ma rendendoli attuali e “alla Moda”,  appunto”.
Ci spiega come nasce una sua creazione? Tipo: visualizza mentalmente l’abito e poi lo trasmuta in un disegno oppure inizia a tratteggiarlo e poi prega che il Sacro Fuoco dell’Arte s’impossessi di lei?
“Guardi, le racconto una cosa: pensi quanto è sempre stata forte la mia passione che, quando ero più giovane, dormivo sempre con un album da disegno accanto al letto perché capitava che, durante la notte, mi svegliassi con un’idea. E dunque tratteggiavo velocemente uno schizzo per poi rinterpretarlo l’indomani. In realtà, tutto mi può essere di ispirazione: una canzone, un quadro, un viaggio. Ecco, io ad esempio  adoro l’Africa e i suoi colori, certe fantasie mi stimolano molto. A volte anche guardare qualcuno che cammina per strada può accendermi la lampadina, per dire”.
Nel suo lavoro, se dovesse dare
delle percentuali al talento, al buongusto e alla fortuna, quali sarebbero?
“Beh, il talento è essenziale e poi  occorre tanta tanta esperienza. Il buongusto, come farne a meno? La fortuna credo bisogna crearsela e infine, secondo me, l’umiltà è fondamentale come tutte le altre peculiarità citate”.
Quali dettagli rendono unico e riconoscibile il tuo Brand?
“Diciamo che mantengo dei fili conduttori: amo la donna che indossa i pantaloni, le scollature profonde, le trasparenze, i capelli raccolti e il viso scoperto. La donna che vesto sulle passerelle ha sempre il rossetto rosso, ciglia finte, spalle nude, tacco alto”.
Per lei, cosa è l’eleganza?
“L’eleganza è innata, come la classe. Una donna può essere elegante anche in tuta. Uno stilista può dare indicazioni, ma poi ciascuna donna interpreta a modo suo la propria eleganza”.
Il suo è uno stile lineare e pulito. Dunque conferma che il “too much” non è mai sinonimo di eleganza?
“Quando si aggiunge troppo, si diventa volgari. Un bel tessuto rende elegante un abito, una  scollatura, una cintura, un dettaglio particolare come un’allacciatura o una piccola applicazione. Il troppo stroppia,  dietro l’apperente semplicità di un vestito, c’è un grande lavoro sartoriale. Sa quanto ci vuole per realizzare a mano un semplice drappeggio di chiffon?”
Quando deve realizzare capi su misura, in particolare abiti da sposa, quali criteri utilizza per realizzarlo? Le donne sono assai esigenti, dicono…
“Lo sono, assolutamente! (ride, ndr). Quando devo realizzare un abito su misura, cerco innanzitutto di conoscere bene la donna che me lo commissiona, parlandoci, magari di fronte a un caffè. E a quel punto ogni dettaglio è importante, persino il tono della voce. Ad esempio, io ora sto parlando con lei a telefono e ascoltandola, ho l’idea di aver di fronte una donna romantica, a cui piace essere corteggiata, essere al centro dell’attenzione, vestire bene. Probabilmente in un evento importante le piace indossare abiti lunghi, forse con uno spacco, preferisce il “vedo non vedo”. Ora non so se ho centrato tutto, ma le posso assicurare che accade quasi sempre con chi si rivolge a me per un abito su misura”.
E se una donna si presentasse a lei con la pretesa di un abito che, a suo giudizio, non le starebbe bene?
“In quel caso sarei assolutamente sincero con lei. Per dire, una donna molto formosa e non troppo alta, non può pretendere di indossare un vestito da sposa stile Cenerentola. Le farei capire che ha bisogno di un un modello che la slanci. Ad ogni modo, cerco di raggiungere sempre un compromesso tra il gusto personale della cliente e la mia professionalità ed esperienza nel settore”.
Come ha vissuto il periodo della pandemia e dei relativi lockdown?
“Non bere, questo è chiaro. Le boutique che avevano acquistato le mie creazioni, poi hanno dovuto chiudere e a lungo. Abbiamo avuto paura che non se ne uscisse più, ora invece pare che qualcosa si sta muovendo. Ed ecco perché abbiamo prodotto una collezione di soli 10 capi con una linea morbida ispirata agli anni 50 e 70 ma con un’esplosione di colori sgargianti che, dopo questo periodo di buio, rappresentano il nuovo, la Vita: rouches, chiffon, ricami applicati, giacche destrutturate, scollature profonde, fibie in paillettes, colori sovrapposti, trasparenze. Una collezione sartoriale che sia sinonimo di rinascita!
Quali sono i futuri progetti della Gianpaolo Esse Couture?
“Per scaramanzia non racconterò tutto, ma posso dire che abbiamo in programma grossi shooting fotografici, tra i quali uno molto importante a Manfredonia, dal 23 al 25 Luglio, con la famosa top model Valentina Corvino. Sicuramente organizzeremo diversi eventi, considerando che presenteremo la nuova collezione Primavera Estate 2022 nella quale saranno protagoniste le bellissime modelle Dailin Rodriguez e Meghi Cicatiello. Non mancheranno le partecipazioni all’Alta Roma, alla Milano e alla Sanremo fashion week. E infine, vorrei ricordare che abbiamo lanciato anche due tipi di profumi: uno per la donna fashion e l’altro per quella più sportiva ma sempre elegante, una scommessa che ha funzionato. A tal proposito, mi permetta di ringraziare i testimonial delle campagne pubblicitarie social e marketing: Patrick Biondi finalista al “Mister più bello d’Italia ” e la fotomodella cubana Cindy Fraga Laduque”.
Cosa ne pensa dei social media? Li utilizza o li demonizza?
“I social media sono importanti, prediligo Instagram perché mi permette di entrare in contatto con più persone, grazie all’ausilio di hashtag e foto giuste, e poi sono un ottimo veicolo per il lavoro. Li curo personalmente, sono un’esteta e mi piace selezionare personalmente gli scatti e i video che pubblico”.
Gianpaolo, c’è una domanda che avrebbe voluto le facessi e che non le ho chiesto?
“Beh, magari avrebbe potuto chiedermi qualcosa riguardo la mia vita personale…”
E allora ci racconti di lei, qualcosa di personale, che vada oltre la sua professione…
“Dunque, io ho una gattina da 13 anni, sono single e ho avuto molte delusioni a livello affettivo. La mia è una famiglia semplice, mia madre, purtroppo, è scomparsa di recente ma ho la fortuna di avere ancora mio padre e mio fratello. Sono uno spirito libero, pretendo i miei spazi. Mi piace tenermi in forma, vado a cavallo, gioco a tennis. Sono un’esteta, curo molto la mia immagine. Possiedo tutti i peccati dei peccatori ma ho anche molti pregi. A volte mi chiudo in me stesso, mi isolo, guardo tanta tv. Che dire più? Ah sì, mi allontano immediatamente da chi non mi convince d’istinto!”
E un rimpianto ce l’ha?
“Sì, ho il rimpianto di non avere una persona al mio fianco, qualcuno a cui appoggiarmi. Io appaio sempre come quello forte, ma a volte sento anche io il bisogno di non esserlo. Però, come si dice? Il cammino della vita è ancora lungo, dunque mai dire mai! E poi mi manca non avere un figlio a cui dimostrare tutto il mio affetto, sarei stato il suo più grande complice, lo sa?”
(Per Contatti e informazioni:
Profili instagram @gianpaoloesse e @gianpaolo.esse.couture

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