Moda

STEFANIA BELFIORE

di Myriam Pulvirenti
[g1_quote author_description_format=”%link%” align=”left” size=”s” style=”solid” template=”02″] La moda italiana è apprezzata in tutto il mondo, e quando si tratta di creazioni realizzate a mano, allora la qualità è assicurata. Stefania Belfiore realizza accessori artigianali eleganti e raffinati, cappelli originali, creati ad hoc per ogni sua cliente. Ha partecipato alla mostra internazionale del cappello di Londra e ha ricevuto i complimenti di Stephen Jones, uno dei più famosi cappellai inglesi, che realizza cappelli per la Regina. Stefania Belfiore ha creato il suo brand, Stybel Accessori Moda, realizzando le sue creazioni con tecniche specifiche e materie prime di qualità. Si ispira a due icone di stile come Audrey Hepburn e Jacqueline Kennedy per creare cappelli eleganti e di classe.
[/g1_quote] Come nasce il suo lavoro di modista e in cosa consiste?
Nasce da una grande passione, da tutto ciò che riguarda la creatività, ho scoperto il mondo degli accessori circa quattro anni fa e quindi questa passione è diventata travolgente. Ho iniziato seguendo dei corsi di base per imparare le tecniche e quindi poi da autodidatta ho cominciato a creare svariati tipi di accessori, che vanno dai cappelli, ai fiori in seta, accessori da sposa, pochette e altro. Adesso principalmente mi dedico ai cappelli, quindi alla realizzazione di cappelli su misura, tutti modellati a mano, seguendo appunto l’antico mestiere della modista, che crea col tessuto, con i feltri, con le paglie, la forma completamente da zero, poi vengono rifiniti e decorati.
Lei è una grande appassionata di cappelli, che realizza artigianalmente. Ci racconta la storia di questo accessorio, molto amato dalle star e anche dalla Regina Elisabetta?
In Inghilterra c’è proprio il mito del cappello, lo indossano per questioni di clima, ma anche la Regina ha portato in voga questo accessorio. La storia del cappello risale a tanti anni fa, si accompagna alla storia dell’uomo, perché è stato sempre indossato, anche solo come copricapo. I primi cappelli veri e propri, che hanno fatto moda, risalgono ai primi dell’Ottocento, erano cappelli molto ricchi, vistosi, che indossavano le signore benestanti, ma anche le persone di ceto medio o basso indossavano comunque dei copricapo più semplici. Poi questo accessorio si è evoluto, ha cominciato a far parte delle tendenze e si è adeguato ai tempi, è diventato più semplice e indossabile nei primi del Novecento, intorno alla guerra, il cappello era diventato un simbolo di protezione per le persone, che si sentivano al sicuro indossandolo, era l’elemento base per distinguere i ceti sociali, lo status delle persone, ma anche un oggetto personale a cui non si poteva fare a meno. Dopo la guerra ha cominciato ad essere un oggetto molto qualificato, che creava tendenza. Dopo gli anni ’60 questo accessorio è stato un po’ accantonato, per via di una serie di cambiamenti sociali, di vita, soprattutto con l’avvento delle femministe, che hanno portato la moda ad un look molto essenziale. Poi sono arrivati i caschi per i motorini, quindi il cappello è diventato un accessorio quasi ingombrante e poco indossabile. Ora pare che con le ultime sfilate dei grandi brand stia ritornando in voga, proprio per dare un look personalizzato, oggi ormai siamo tutti un po’ standardizzati, con questa moda industrializzata, un po’ omologata, utlimamente gli stilisti hanno rimesso in gioco il cappello, però il percorso sarà sicuramente lento e molto lungo.
Di recente si è svolto a Roma un evento in cui ha presentato la sua collezione di cappelli. Di che tipo di capi si tratta e come li realizza?
Quelli che ho presentato a Roma erano cappelli invernali, quindi prevalentemente in feltro, era l’ultima collezione che avevo preparato, si realizzano utilizzando dei coni di feltro che vengono modellati con delle lavorazioni particolari, con il vapore, l’acqua calda, stiratura, tiratura, modellatura, con delle forme di legno. Poi vengono fatti asciugare e rifiniti. Alcuni erano in tessuto, quindi cuciti, comunque tutti pezzi unici, modelli realizzati da me.
Durante l’evento disse che il cappello deve essere adatto alla persona che lo porta. Come realizza il cappello giusto per ogni cliente?
C’è un cappello adatto ad ognuno di noi, non possiamo indossare qualsiasi cappello, deve abbellire, minimizzare i nostri difetti e accentuare i pregi. Va studiata la persona nel suo aspetto globale, quindi la fisicità, il portamento, il tipo di abbigliamento che utilizza e soprattutto va studiato il viso, quindi in base alla forma del viso, alla capigliatura, ai lineamenti, viene consigliato e realizzato dalla modista il cappello adatto.
Ci racconta la sua esperienza alla mostra internazionale del cappello di Londra, con “Le Salon de la Mode”?
È stata una bella esperienza, la prima per me, perché a Londra c’è un atmosfera veramente particolare per quanto riguarda il cappello. Si è svolta questa mostra molto bella, a cui hanno partecipato anche modiste arrivate dal Giappone, dall’Australia, dall’America, ognuna ha esposto i suoi cappelli, che erano completamente diversi nello stile, nelle forme, nei materiali utilizzati, è stato bello confrontarsi e vedere tutti questi capi messi insieme, poterli osservare uno accanto all’altro, apprezzando le diversità e i differenti tipi di creatività. La mostra è stata visitata da tantissime persone, oltre alle creative che sono venute c’erano le appassionate di cappelli inglesi, che si sono presentate tutte con il loro cappellino in testa, anche molto estrosi, che indossavano con una grande disinvoltura. C’è stato veramente un grande apprezzamento, eravamo tanti espositori italiani, con alcuni ci conoscevamo tramite Facebook e ci siamo ritrovati tutti lì. Poi c’era la Settimana della moda del cappello a Londra, quindi anche per le strade e nella metro si incontravano signore che andavano in giro con cappelli molto particolari, per fare onore a questo evento. Io ho partecipato anche al party di Stephen Jones, che è uno dei primi cappellai inglesi, che realizza anche cappelli alla Regina, è stato per me un grande onore conoscerlo e ricevere i complimenti da parte sua, perché io mi sono presentata indossando il cappello a forma di Colosseo, per rappresentare il Made in Italy a colpo d’occhio, il mio intento è riuscito, perché appena mi ha visto mi ha fatto subito i complimenti. Spero di ritornare presto a Londra, magari restando un po’ di più per prendere dei contatti, per vedere meglio come funziona lì il mondo del cappello, sicuramente il Made in Italy è molto apprezzato a Londra, perché noi abbiamo un gusto e una raffinatezza, nell’utilizzo dei materiali e dei colori, che loro non hanno. Gli inglesi indossano il cappello, lo adorano, seguono il loro stile, però amano molto la nostra qualità.
Il suo brand Stybel da che tipo di stile è caratterizzato?
È uno stile abbastanza classico, ultimamente sto cercando di studiare delle linee un po’ più moderne, però tendenzialmente il mio stile è classico, rispecchia un po’ gli anni ’60, quindi i cappelli che portava Jacqueline Kennedy, Audrey Hepburn, io mi ispiro molto a quello stile perché fa parte di me, è il mio modo di essere, quindi ovviamente le mie creazioni rispecchiano il mio stile. Capisco anche che, per stare sul mercato e creare un prodotto che deve essere apprezzato da varie persone, deve essere un po’ arricchito e questo è un percorso che sto iniziando.
Quali sono i suoi progetti futuri nel settore della moda?
Il mio progetto è di trovare dei punti vendita dislocati in Italia, delle boutique, delle aziende che percepiscano che il mio cappello è un pezzo unico, e quindi cercare di posizionarlo dove c’è una clientela di nicchia, mirata, che va cercando l’elemento originale e personalizzato. Ci sono poi altri progetti che stiamo studiando insieme a “Le Salone de la Mode”, per avere anche qualche punto di riferimento all’estero, inizieremo con qualche sfilata e poi vedremo.

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