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Irene ha nel DNA il Soul e il Rhythm and blues della famiglia Fornaciari

Abbiamo incontrato la cantante soul Irene Fornaciari

Nome: Irene
Cognome: Fornaciari.
Irene Fornaciari oggi è grande: raggiunta una maturità artistica di tutto rispetto è libera di vivere la sua musica secondo quello che è il suo “mood” soul e R&B che per sua stessa ammissione è indiscutibilmente ereditario. Fornaciari è un “marchio di fabbrica” di cui va orgogliosamente fiera.

Cantavi di nascosto, per gioco, con tua sorella Alice: avresti mai immaginato che la musica sarebbe diventata il tuo mestiere? 

Sono cresciuta in una casa, dove la musica era dovunque: ho ricordi bellissimi del babbo che prova con i suoi musicisti, la sua attenzione ai particolari e la sua passione. Inconsapevole di come la musica “abitasse” già dentro di me, sognavo di diventare veterinaria grazie all’amore che ho sempre avuto per gli animali. Il bello della vita è proprio questo: riesce a sorprenderci portandoci su sentieri che mai avremmo immaginato di percorrere.

Se dovessi fare la colonna sonora di un film che raccontasse la tua storia, quale sarebbe la musica che sceglieresti?

Ero una bambina con una fervida immaginazione e la fantasia mi permetteva di “viaggiare” al di fuori del tempo e dello spazio. La musica che sceglierei è “Over the Rainbow” del mago di Oz. Nell’adolescenza non mi sentivo propriamente bella; “Grease” è la colonna sonora perfetta per il mio desiderio di trasformarmi da brutto anatroccolo in cigno. Per l’età adulta, le musiche de “Il gladiatore” a significare tutta la mia determinazione nel fare questo mestiere che amo profondamente, ma che mi mette continuamente alla prova.

Da quando hai mosso i primi passi, di strada ne hai fatta molta: quali sono state per te le tappe fondamentali di questo viaggio?

Nella prima “cartolina” di questo viaggio con la musica, ci sono io poco più che adolescente, quando, innamorata di un ragazzo che proprio non mi filava, decisi in una serata di karaoke, di giocarmi la carta del canto: cantai “Killing me softly”. Lui rimase sorpreso dalla mia voce e lo conquistai! Nella seconda, il Musical “I dieci comandamenti” che ha segnato l’inizio di un vero percorso professionale. Non bastava, infatti, avere una bella voce, ma era fondamentale avere una presenza scenica e capacità di gestire la voce, prendendo coscienza anche dei limiti che questa aveva, costringendomi a studiare e utilizzarla al meglio. Un’altra tappa fondamentale è stata l’incontro con Max Marcolini, che lavora da sempre con il mio babbo ed è stato il mio primo produttore. A lui va il merito di avermi introdotto allo studio di registrazione insegnandomi moltissimo. Poi Sanremo e la sensazione incredibile quando ho cantato lì per la prima volta; infine la voce sensuale di Paola Gallo, conduttrice di Radio Italia, che annuncia il mio primo singolo “Mastichi aria” mentre sto guidando e penso: “Sono davvero una cantante, è ufficiale!”

 

Che cosa chiedi oggi alla musica?

Chiedo di concedermi di rimanere vera, potendo tener fede a quello che sento. Sto lavorando a un nuovo lavoro, dove vorrei riuscire a cantare in italiano con lo stesso soul che avrebbe se fosse in inglese, perché è questo il mio “mood”.  Non è per poca affezione alla lingua italiana, ma l’inglese ha parole tronche e per questo si adatta meglio al Rhythm and blues, che mi appartiene. Il mio babbo è riuscito a tradurre in un italiano poco formale le sue canzoni, per dare un suono alle parole adatto alla sua musica ed io spero di riuscire a fare altrettanto. Oggi sono felicemente consapevole che nel mio DNA c’è questo soul e R&B dei Fornaciari e a chi dice che la mia musica ricorda quella di Zucchero, rispondo che è vero …e ne vado fiera!

Qual è la tua opinione di questa “musica che gira intorno”?

Oggi ci sono cose sicuramente interessanti, ma in un mondo che va troppo veloce, non si lascia spazio alle emozioni e con la stessa velocità sono dimenticate. Troppo spesso, infatti, si rinuncia alla ricerca di suoni innovativi e ci si rifugia in una sorta di “confort zone” conservativa. Personalmente, cerco costantemente e con forza di “trovare” la mia strada, sperimentando e osando senza paura.

Photo Credits:  Instagram @irenefornaciari

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