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Morto a 89 anni lo scrittore britannico John le Carré

Addio al genio degli intrecci che venivano dalla guerra fredda. Aveva 89 anni. Era stato agente segreto. Creò romanzi memorabili come «La casa Russia» e «La talpa»

( Truro, in Cornovaglia, in Inghilterra)-  Lo scrittore britannico John le Carré è morto all’età di 89 anni a causa di una polmonite. Era noto in tutto il mondo per i suoi romanzi di spionaggio. In 60 anni di carriera, ha scritto capolavori come “Chiamata per il morto” (con cui nasce nel 1961 l’agente George Smiley), “La spia che venne dal freddo” e “La talpa”.

John le Carré, pseudonimo di David John Moore Cornwell, nacque a Poole, nella regione inglese del Dorsetshire, nel 1931. Insegnò all’università di Eton, prima di diventare un funzionario del ministero degli Esteri britannico ed essere reclutato dall’MI5 e poi dall’MI6. Dall’esperienza nei servizi segreti prese spunto per creare il personaggio di George Smiley, leggendario protagonista di numerosi suoi romanzi.

In “Una spia che corre sul campo”, uscito poco più di un anno fa, le Carré ha raccontato gli anni della Brexit, immaginando un’alleanza tra i servizi segreti di Londra e l’America di Trump con il duplice scopo di minare le istituzioni democratiche europee e smantellare il sistema internazionale dei dazi.

“E’ mia convinta opinione che per la Gran Bretagna, per l’Europa e per la libera democrazia in tutto il mondo, l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue al tempo di Trump e la conseguente dipendenza senza riserve sugli Stati Uniti in un’era in cui gli Usa hanno imboccato la strada del razzismo istituzionale e del neo-fascismo è un disastro senza precedenti”, ha fatto dire a uno dei personaggi del romanzo. E per manifestare contro la Brexit il maestro della spy story era sceso in piazza a ottobre 2019

Negli ultimi anni Le Carré ha scelto una vita ritirata, tra Cornovaglia e Hampstead. Sposato due volte, ha avuto quattro figli e tredici nipoti. Nel 2011 ha lasciato in eredità tutti i suoi archivi alla Bodley Library, fondata all’inizio del XVII secolo a Oxford, dove ha studiato lingue negli anni ’50. “Per Smiley, come per me, Oxford è la nostra casa spirituale”, ha spiegato. “E mentre ho il massimo rispetto per le università americane, la Bodley Library è il luogo dove riposerei il più felice possibile”.

 

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