Personaggi

DENEUVE 80

L'attrice francese festeggia il suo ottantesimo compleanno domenica 22 ottobre . Ancora in cima alla classifica di Bernadette , la sua filmografia comprende quasi 150 lungometraggi e cortometraggi. Semplicemente eccezionale

(Parigi)-Festeggia il suo ottantesimo compleanno ed è ancora in cima al poster di Benardette  di Léa Domenach. E per il cinema, la sua grande vocazione, Catherine Deneuve incarna fin dal suo debutto 64 anni fa in Les Collégiennes di André Hunebelle, non la first lady ma davvero la prima attrice in Francia.

In questo anniversario del 22 ottobre 2023, è bene comprendere come colei che è nata Catherine Dorléac abbia saputo giocare con un fascino a volte gelido, a volte scintillante, per costruire una filmografia allo stesso tempo immensa e pensata come il compimento di un destino. Perché nel corso della sua carriera, nel corso dei film, scriverà il suo percorso di attrice alternando con rara felicità e discernimento personaggi drammatici, tragici e romantici. E anche il registro della frivolezza e della comicità non sfuggirà alla sua sete di fondersi in un nuovo outfit. Il successo critico di Bernadette ne è la prova più recente e più bella.

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La settima arte, a differenza ad esempio di Brigitte Bardot, è stata ed è tuttora il grande business della sua vita. Davanti alla telecamera l’attrice si è mostrata capace di tutti gli eccessi e di tutte le restrizioni. Ed è forse per questo, per coprire le sue tracce e non mostrare la sua vera personalità, che ha preservato gelosamente la sua vita privata.

Scorrendo l’elenco dei suoi film, il cinefilo si accorge subito che Catherine Deneuve può trasformarsi in La sirena del Mississippi , in Pelle d’asino , in Demoiselle de Rochefort . Cattura lo stupefacente dono camaleontico di un’attrice a cui piace soprattutto fondersi nella molteplicità dei suoi personaggi.

A quel punto però Deneuve ha già imparato a camminare da sola grazie a Jacques Démy che l’ha scelta come protagonista di “Les parapluies de Cherbourg”, trionfale musical premiato a Cannes nel 1964. Il sodalizio si ripeterà nel 1967 con “Les demoiselles de Rochefort” a fianco della sorella di cui Catherine interpreta in scena la gemella. Difficile dire come si snodi in quel periodo, e anche dopo, la sua vita sentimentale. Ha lasciato Vadim e sposerà nel 1965 il fotografo inglese David Bailey. Nel frattempo però subisce il fascino di Roman Polanski che la convince a interpretare l’enigmatico ruolo dell’assassina schizofrenica nel suo primo film inglese, “Repulsion”, applaudito dalla critica e premiato con l’Orso d’argento a Berlino nel 1965. Dopo il drammatico lutto per la morte della sorella nel ’67 e una crisi depressiva che sconfiggerà solo continuando a lavorare “come un automa” tra Italia e Francia, ha l’incontro artistico forse più significativo della sua vita: i produttori la impongono a Luis Bunuel in “Bella di giorno” del 1970 e qui costruirà il mito della bellezza algida e tenebrosa che resterà a lungo la sua immagine più definita. Film capace di sconcertare i moralisti, oggetto di scandalo nonostante il Leone d’oro, troverà un seguito ideale due anni dopo con “Tristana”.

Intanto la duplicità algida di Deneuve (fredda e distante in pubblico quanto infuocata e pericolosa in privato) seduce François Truffaut che se innamora e le regala il ruolo hitcockiano di “La mia droga si chiama Julie” (1969). Anche questa volta si tratta di un fuoco intenso quanto breve che lascerà però il posto a un’amicizia e a un sodalizio artistico culminato nel trionfo di “”L’ultimo metro” con Gérard Depardieu nel 1980. Intanto Deneuve ha vissuto l’amore più importante della sua vita. A presentarle Marcello Mastroianni (reduce dall’abbandono di Faye Dunaway) è proprio Roman Polanski e i due si incrociano poi sul set di “Tempo d’amore” diretto nel ’71 da Nadine Trintignant.Avranno una figlia insieme – Chiara – costruendo una sorta di famiglia allargata con la moglie di Marcello e sua figlia Barbara; vivranno a Parigi per quattro anni e altrettante volte faranno coppia sullo schermo, spesso con Marco Ferreri regista. Catherine avrà poi una breve relazione con Gerard Depardieu (il suo migliore amico e partner in ben 10 film), il suo agente e banchiere Bertrand de Labbey, il patron delle tv Pierre Lescure. Oggi vive nel cuore di Parigi a due passi da Saint Sulpice.

Attrice camaleontica per eccellenza, già negli anni ’70 aveva scoperto la sua vena da signora delle commedie (“Il mio uomo è un selvaggio” con Yves Montand resta il trionfo assoluto), è stata corteggiata ripetutamente da Hollywood senza mai subirne il fascino, ha sfiorato l’Oscar con il kolossal “Indocina” nel 1992, si è regalatal’ultima parte della carriera come musa del giovane cinema indipendente dando fiducia a talenti come Leos Carax e a debuttanti come Arnaud Desplechin o Emmanuelle Bercot, ma in André Techiné e Manoel De Oliveira ha trovato i suoi ultimi maestri. Iconica testimonial per il suo grande amico Yves Saint Laurent, vincitrice di un numero record di premi alla carriera, fumatrice accanita, sfacciata e ironica anche con se stessa, nemmeno un lieve ictus subito nel 2019 su set di Emmanuelle Bercot per “De son vivant” ha saputo fermarla. “Oggi – dice – scelgo solo con più cura i film che ho voglia di fare e mi curo del resto della vita che ho a disposizione”. La pensione? Un miraggio lontano: il suo nuovo film, “Bernadette” sulla moglie del presidente Chirac è appena uscito sugli schermi parigini e ancora una volta ha sorpreso tutti.

In questo giorno dovevamo offrire un elenco dei suoi migliori film. Impresa quasi impossibile vista la ricchezza della scelta, l’antologia avrà quindi un inizio, Le Vice et la Virtue di Roger Vadim e una fine (del tutto provvisoria), Bernardette Tra questi punti asintotici troveremo ovviamente La Sirena del Mississippi di Truffaut, L’Ultimo Metro sempre di Truffaut, Potiche di Ozon e molti altri che verranno intervallati. Buon compleanno Caterina!

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