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E ora ridateci i teatri e le nostre piazze ! Fateci lavorare !

Intervista al comico, conduttore televisivo Beppe Braida furioso per come è stata penalizzata la categoria degli artisti.

Beppe Braida, classe 1963, è un comico e conduttore televisivo.
Chi non ricorda il suo tormentone più famoso :”Attentato, si tratta di attentato!”? Portato al successo dalla sua parodia dei telegiornali a Zelig, Braida fu promosso a conduttore di Colorado nel 2007 e lo co-condusse con successo fino al 2009, riportando un ottimo feeeling con la collega Rossella Brescia. Da allora una valanga di programmi di punta, da Buona domenica con Paola Perego su Canale5 ai varietà Tutti pazzi per la tele con Antonella Clerici e Check in su Rai1, fino al ritorno a Mediaset nel cast del Saturday Night Live. E oggi il comico è itinerante nelle piazze di tutta Italia con un tour di grande successo ( al momento sospeso a causa delle disposizioni relative al Covid19), accolto con grande affetto dal suo pubblico e dai suoi fans.
Che posso aggiungere su Beppe? Ci siamo sentiti diverse volte a telefono, in occasione dell’intervista, e organizzato persino una diretta instagram per il magazine Twikie.it durante il lockdown nella quale abbiamo riso assai.
Beh, posso solo confermare tutte le voci su di lui, quantomeno quelle positive eh, precisiamo.


Beppe, ho letto nella tua Bio che tu hai fatto tanta gavetta prima di arrivare alla notorietà, termine piuttosto desueto nel tuo ambiente. Ecco, dimmi quanto ti snerva osservare gente che diventa famosa con una partecipazione ad un reality!
Sinceramente? Non mi snerva. Ignuno ha il suo percorso e io sono fiero della mia gavetta facendo cabaret e di tutte le mie esperienze. Ho fatto tanti di quegli spettacoli in giro per l’Italia, che mi mancano solo le camere ardenti e poi penso di essermi esibito veramente ovunque! (ride ndr).

La tua notorietà è arrivata grazie alla famosissima trasmissione Zelig. Tu facevi la parodia di quei giornalisti dei Tg che lanciano eclatanti servizi. Hai persino coniato famosi tormentoni. Ecco, alla luce della situazione attuale, che titoli lancerebbe quel tuo alter ego?
Beh, devo dire che quei tormentoni sono ancora assolutamente attuali se ci pensi. Ad esempio, tutte le voci che abbiamo sentito riguardo il coronavirus, le varie ipotesi di complotto, quelle di virus creati in laboratori cinesi… ecco il mio alter ego conduttore di Tg urlerebbe ” Attentato! Si tratta di attentato! Virus scappato dalla Cina, un paese comunista e quindi si tratta di attentato comunista!!”.

Accidenti, hai lavorato con numerosi colleghi: i comici di Zelig, a Colorado con la Brescia, poi la Perego a Buona Domenica e infine la Clerici! Ma è vero che tra tutti gli artisti con cui hai collaborato, quello con cui sei andato più d’accordo è stato il Gabibbo di Striscia la notizia?
Verissimo! E infatti nessuno in carne ed ossa lo ha voluto condurre con me quel programma, e mi hanno affiancato un pupazzo!(ride)
Ok, ora ti racconto un dietro le quinte : in realtà io ho fatto Striscia con il Gabibbo per caso, al mio fianco avrebbe dovuto esserci Emilio Fede, il quale aveva dato la sua adesione ma poi, dal mattino alla sera, ha cambiato idea e allora ci siamo ritrovati completamente scoperti. E quel genio di Antonio Ricci decise che io lo facessi col famoso personaggio rosso: ne fui felice anche perché sono stato l’unico a condurre Striscia con il Gabibbo!

Prima del lockdown tu eri in giro con uno spettacolo teatrale di grande successo che poi hai dovuto sopprimere.
È vero che voi artisti siete incazzati per come il vostro lavoro sia stato poco considerato dallo Stato?

Oltre che incazzato, io sono anche molto dispiaciuto perché la nostra categoria è veramente l’ultima nell’ordine a riprendere, a conferma del fatto che nel nostro paese la cultura non è certo ai primi posti della lista. Che poi mi chiedo: se hanno riaperto le chiese, rispreso a volare gli aerei e attivi tutti i Bar e Ristoranti, perché non possono riaprire i teatri rispettando le distanze di sicurezza? Il sospendere completamente tutto, fino a data da destinarsi, è una cosa che francamente non condivido! Ridateci le nostre piazze e i teatri! Fateci lavorare! Si perché il nostro è un lavoro, mica un hobby eh…

Come hai trascorso il tuo lockdown? Chi ti segue sui social ti ha visto in tutte le salse: con la testa nel forno, svenuto nella lavatrice…
Mi chiedevo: mò hai smesso con i superalcolici, si?

Ma se ho appena iniziato! (ride)
Dunque, il lockdown ovviamente l’ho trascorso come tutti e cioè chiuso in casa. Ma sai, ho cercato, per tutte le persone che mi seguono, di pubblicare dei post e foto divertenti : facevo i selfie con le testa nella lavatrice, sdraiato per terra, sfinito sul divano. Ho fatto quello in cui penso di riuscire meglio e cioè portare buonumore con ironia, strappare un sorriso, aggiungere una nota di positività in un momento in cui ne avevamo tutti bisogno.

Parliamo un secondo della tua vita privata: dimmi, tu come stai messo a congiunti e affetti stabili? No, chiedo per un’amica eh…
Per quanto riguarda gli affetti stabili aspetto la mia congiunta, proprio quella della vita eh… anche comincio a perdere un po’ le speranze. Comunque sono certo che da qualche parte c’è la mia congiunta, adesso sta da capire in quale parte del mondo, se parla la mia stessa lingua … ma c’è sicuro! Sicuro guarda! Forse.

Beppe, ora lo spirito di Marzullo si impossessa di me e su, fatti una domanda e datti pure una risposta va!
Domanda: Beppe, ma essere una persona onesta e corretta come te, è un pregio?
Risposta: nella vita di tutti i giorni si ma nel mondo dello spettacolo non lo è, non sempre viene apprezzato perché certi meccanismi e dinamiche, soprattutto televisive, sovente non hanno nulla a che fare con questa mia peculiarità. Ma io così sono e così resto!

Ecco, appunto. E quindi, dove si vede Beppe Braida tra cinque anni?
Tra 5 anni ovviamente mi vedo su un palco, a fare uno spettacolo, a divertire la gente e magari a ricordare con qualche battuta questa brutta esperienza del lockdown: riuscire ad esorcizzare tutta questa storia del corona virus con una risata. Perché nulla ci dovrebbe togliere la voglia di sorridere…

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