Personaggi

I favolosi anni 60. VIP e NIP raccontati dalla penna di Gabriele Bojano

I favolosi anni 60. Troppo giovani per tirare i remi in barca, troppo vecchi per tirare la barca a remi.

I favolosi anni 60. Sono sessanta le storie di VIP E NIP raccontate da Gabriele Bojano, giornalista professionista, vicecapo servizio al Corriere del Mezzogiorno, responsabile di collaterali e inserti speciali. Una lunga carriera giornalistica con diversi premi e riconoscimenti e due libri all’attivo.

Gabriele perchè scrivere un libro per ricordare i propri anni?
I 60 anni sono un traguardo importante e vista la pandemia e l’impossibilità di festeggiare con parenti e amici  ho deciso di scrivere un libro, così da fare un vero e proprio assembramento.

Chi sono i protagonisti del tuo racconto?
Sono 60 storie di personaggi diversi, tutte accomunate dallo stesso anni di nascita: il 1960. Ci sono le storie di persone del mondo dello spettacolo come Rosario Fiorello, Carol Alt, Heather Parisi e anche di persone con cui ho condiviso una parte della mia esistenza, piccola o grande che sia, che io chiamo NIP.

Chi sono i NIP?
Sono i Non Important Person quelle persone che non sono riconosciute nell’universo dei media e dello spettacolo, ma che incrociamo sulle pagine dei social,  con alcuni di loro ho condiviso percorsi di vita come il mio compagno di banco Luciano Alfano, e poi ci sono altri nomi come Carmen Turturiello, Elisabetta Barone ed altri che ho voluto riportare nel libro. Grazie alle loro storie ho potuto parlare anche della mia.

Rimpianti?
Qualcuno, come quando ho rifiutato di entrare nel 2000 nella redazione di Libero con cui collaboravo, ma non ci sono riuscito, il clima anti-meridionale che si respirava non era assolutamente stimolante. Ricordo il no di un collega a scrivere un articolo sulle poesie di Massino Troisi dedicate alla mamma. Là decisi che non sarei potuto andare a Milano.

Ma tu che tipo di giornalista sei?
Mi definisco un giornalista interstiziale. Occupo gli spazi liberi tra una notizia e un’altra che nessuno coglie. Crescendo mi  rendo conto sempre di più che il tema della memoria è importante.  I racconti del passato permettono di tenere in vita storia e personaggi dimenticati.

Il ricordo permette di tenere in vita chi non c’è più.

In questi mesi sei stato impegnato nella presentazione del libro.
Ci tengo a dire che non è finita e che continuerò a presentarlo anche nei prossimi mesi. Ho iniziato a Salerno Letteratura con Pippo Pelo e devo dire che mi sono divertito molto. Il nostro duo si ricomporrà il prossimo 22 settembre 2021 a Settembre Culturale ad Agropoli.

E’ bello raccontarsi parlando dei successi e degli insuccessi, guai a raccontare solo la parte bella.

Hai mai pensato di fare altro?
Ho iniziato lavorando nelle radio libere e mi piacerebbe portare avanti una mia passione come autore di testi.

Nella tua città Salerno ci sono le elezioni comunali, cosa ti aspetti dalla futura amministrazione?
Mi piacerebbe una Salerno a misura di ragazzo. Le risse e le violenze di questi mesi sono un segnale da cogliere a cui è necessario dare una risposta.

Ultima domanda, ma come sono questi 60 anni?
Ti rispondo con il sottotitolo del mio libro: troppo giovani per tirare i remi in barca, troppo vecchi per tirare la barca a remi; ma è anche l’età in cui puoi esprimere le tue convinzioni senza troppi fronzoli, qualche volta anche  in modo forte.

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