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Addio a Giovanna Marini, regina della canzone popolare

Definita la "Joan Baez italiana" ha dedicato la sua vita alla tradizione orale fondando la scuola di musica popolare di Testaccio negli anni Settanta

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(Roma)- Studiava e tramandava la musica popolare, quella contadina o quella di guerra o di lotta. Giovanna Marini  se n’è andata a 87 anni, lasciando un patrimonio inestimabile di cultura folk e di tradizione orale cantata, sviluppato negli anni Sessanta insieme ad altri grandi artisti in laboratori di idee che sono stati il serbatoio per il recupero di una tradizione fondamentale per la ricostruzione della Storia musicale e sociale del nostro Paese.Compositrice, cantante, ricercatrice, ha dedicato la sua vita alla tradizione orale fondando la scuola di musica popolare di Testaccio negli anni Settanta, la prima nel suo genere, che continua la sua attività ancora oggi.

Giovanna Marini, romana, figlia del compositore Giovanni Salviucci e allieva di Andres Segovia, è stata una delle “cantastorie”, come lei amava definirsi, più importanti del panorama musicale italiano. Erano i primi anni del 1960 quando l’artista incontrò e frequentò famosi intellettuali e scrittori come Pier Paolo Pasolini, Italo Calvino, Roberto Leydi, Gianni Bosio e Diego Carpitella che la iniziarono alla canzone popolare e alle canzoni d’autore. Negli anni successivi la Marini partecipò alla storia del “Nuovo Canzoniere Italiano” portando in giro per l’Italia le canzoni sociali con diversi cantautori politici tra cui Ivan Della Mea, Gualtiero Bertelli, Paolo Pietrangeli, Giovanna Daffini, il Gruppo di Piadena, e i Pastori di Orgosolo con il poeta Peppino Marotto. “Un paese che è capace di uccidere un poeta è un paese malato”, disse, dopo la morte di Pasolini. Negli anni ’70 fondò la prima scuola popolare di musica in Italia, quella di Testaccio, nell’omonimo quartiere romano. L’album contenente alcune rivisitazioni dei canti sociali frutto della collaborazione con De Gregori, nel 2002, fu un progetto che ricordò ancora una volta all’Italia intera lo spessore e la grandezza della musicista.

Giovanna Marini era nata nel 1937 a Roma da una famiglia di musicisti: “Mio padre – che non ho mai conosciuto, morì a 29 anni quando nacqui – era un compositore, allievo di Respighi e Casella. Un talento anarchico le cui musiche sono ancora eseguite. Mia madre ha insegnato a lungo al conservatorio” aveva raccontato in una lunga intervista al quotidiano Repubblica.

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