Arte & CulturaSpettacoloTeatro

D Maiuscola

Redazione Cultura-Spettacolo
Riceviamo e pubblichiamo.
 

“Da molto desideravo
trovare un tempo ed un
luogo dove riflettere
sull’immensità che si muove
intorno e dentro le donne.
Troppo spesso se ne parla
per raccontare fatti di
ingiustificabile violenza.
Affronteremo anche questo
tema, ma l’obiettivo è
rendere visibili i molteplici
aspetti della vita delle
donne: donne che creano,
inventano, comunicano,
osservano, descrivono e
cambiano il mondo.
Il teatro sarà il fulcro della
manifestazione: gli
spettacoli saranno introdotti
da brevi letture di testi e, al
termine, per chi vorrà
restare, incontreremo le
interpreti per parlare del
loro lavoro e del tema
trattato. Ad accompagnarci
in quest’avventura, alcune
rappresentanti del gruppo
“Le funambole” che
lavorano da tempo alla
diffuzione della cultura della
parità di genere.”
Titti Nuzzolese – Ideatrice e direttore artistico di
D maiuscola

 
 

 
L’inizio di ogni spettacolo è preceduto da un reading a cura delle allieve del laboratorio di teatro
del TRAM
PROGRAMMA
Mercoledì 6 marzo ore 21,00
EROS
Scritto diretto ed interpretato da Patrizia Di Martino
“Se gli uomini sapessero tutto quello che pensano le donne, sarebbero venti volte più audaci ”
diceva lo scrittore francese Alphonse Karr. Una donna è il contenitore del mondo. Una donna ha in
sé il suo doppio. Cosa rende una donna libera se non la propria mente? Eros è semplicemente un
racconto, un racconto senza filtri, senza remore ,un racconto nudo ed erotico, il pubblico sarà
coinvolto come se fosse un voyeur, come se sbirciasse dal buco di una serratura, la propria intimità.
 

 
Giovedì 7 marzo ore 21,00
CESIRA
OVVERO UNA DELLE TANTE INTERPRETAZIONI DEL DRAMMA UMANO E SOCIALE DI UNA PERSONA.
Diretto ed interpretato da Giusy Emanuela Iannone
Tratto da Le tre verità di Cesira di Manlio Santanelli.
Cesira , “la femmina coi baffi”, è la protagonista di questo monologo tratto da Le tre verità di
Cesira scritto da Manlio Santanelli che credo sia il più grande drammaturgo teatrale esistente.
Mi sono innamorata di questo testo teatrale presente nella raccolta Ritratti di donne senza cornice
nel 2015 e sin dalla prima lettura ho capito che mi avrebbe seguito in questa parte di percorso
artistico e umano. Nello stesso anno ne ho presentato un monologo al premio Hystrio alla
vocazione e sono arrivata in finale con critiche molto positive. Gli elementi che maggiormente mi
colpiscono di Cesira sono l’estrema ironia, tipica di Santanelli, che unita alla profondità e
singolarità dei temi trattati ne fanno un personaggio singolare e attraente. Da giovane attrice e
regista sono stata attratta dal modo di essere così naif di una donna che non si nasconde né si
vergogna di quello che potrebbe essere considerato un difetto: i suoi lunghi e neri baffi. Anzi
addirittura ne fa un motivo di vanto e anche di guadagno! Finora Cesira è sempre stata portata in
scena da illustri colleghi uomini. Per la prima volta, in accordo con l’autore, questo testo viene
penetrato e reinterpretato anche da uno sguardo femminile. Cesira è una donna che interpreta
per un ipotetico o reale pubblico le verità della sua esistenza. I suoi baffi che la connotano in
questo mondo diventano il punto di partenza per delle narrazioni a metà tra il surreale e il
fantastico. Il testo ha portato a chiedermi cosa sia in fondo la realtà e quanto soprattutto di questi
tempi siamo spinti dalla necessità (giusta o sbagliata) di autorappresentarci e raccontarci. Cesira
parte dall’assioma base del teatro: una donna/attrice che racconta e un pubblico che ascolta. Non
ha la pretesa di raccontare una sola verità perché, come si sa, la verità non è mai solo una! Il
pubblico è chiamato a scegliere se rimanere ad ascoltare, andar via, scegliere quale verità preferisce o se ne preferisce più di una o nessuna.
 

 
Venerdì 8 marzo ore 21,00
MA L’AMORE,NO
con Roberta Misticone
Drammaturgia e Messinscena Roberta Misticone
Musiche di Antonio Della Ragione
Non c’è poesia nella violenza. In nessun tipo di violenza, specie nella violenza di genere.Ma c’è poesia nell’animo di queste donne, che ancora sperano, che ancora amano, che ancora sono costrette a dar voce alle loro vite spezzate. Frammenti di storie vere che si ripetono, si intrecciano e confondono, perché troppo simili nella loro essenza. Vittime di amori marci e malati che giungono alla nostra cronaca quando è ormai troppo tardi.
 

 
Sabato 9 marzo ore 21,00
DOLCE ATTESA PER CHI?
di Betta Cianchini
regia di Marco Maltauro
con Giada Prandi e Veronica Milaneschi
Musiche originali Stefano Switala – Light designer Luca Carnevale – Scene Tiziana Liberotti
Costumi Chiara ParamattiAiuto – regia Francesca Blancato – Produzione Aut-Out.
SINOSSI – Bianca è una trentenne precaria nel lavoro e nell'amore. Ha un contratto “a progetto”
ma progetta di avere un contratto; sogna il marito ideale, ma è innamorata di un “cervello
prossimo alla fuga”…
E allora, cosa accade se inizia a desiderare un figlio ed una famiglia? Nasce in Bianca una vera e
propria diatriba fra la testa e la pancia, un confronto spietato e surreale fra la sua parte
più razionale e positiva e quella più istintiva e cinica.
NOTE DI REGIA – Bello fare figli. Ma preparatemi una società che sostenga una mamma che non ha
garanzie di un futuro neanche per sé. Le donne, specie avvicinandosi ai quaranta, almeno le donne
di questo copione, mi sembrano dei soldati che si preparano ad una lotta dura e ingiusta. La guerra
è l’invenzione dell’uomo per distruggere l’uomo. Qui, nella mia regia, rappresenta la fatica delle
donne per far nascere umanità. Prima assistiamo alla guerra fredda col maschio, e il cattivo
esito di tutti i tentativi diplomatici, poi l’attacco, cioè l’atto sessuale, a cui segue non un trattato
di pace ma una gravidanza come guerriglia.. Non è una rappresentazione rassicurante, ma
rassicurare non è tra i compiti del teatro. Sulla scena, alla fine, si scopre del tutto il gioco del
teatro: e le due attrici, che potrebbero essere future madri, si interrogano: figlio sì, figlio no.
Soltanto ammettere la domanda è un lieto fine. Ed è indicativo, secondo me, che delle due donne
sia quella ricca la positiva, la pacifista. È facile esserlo quando si sta al sicuro. Ecco perché questa
mia apocalittica regia. Del resto si dibatte del futuro. O della fine del futuro.
 

 
 
 
 
Domenica 10 marzo ore 18,00
PER GRAZIA RICEVUTA | 3,5
di Betta Cianchini
Due ritratti al femminile scritti dall’autrice e speaker radiofonica Betta Cianchini
 
Per Grazia Ricevuta
con Simona Seraponte
Regia Luiano Melchionna (per DadP)
E’ un grido beffardo, una sciabolata che arriva inaspettata e stordisce.
Un’apertura forte e coraggiosa. Presentato a
Quello che tante madri coraggiose e sensibili avrebbero voluto che si “domandasse” sul parto di un “grande-piccolo uomo” che avrebbe avuto il compito di cambiare la nostra vita in cambio della sua vita e di una sofferenza atroce.
Niente ci è stato tramandato sulla Madre, la Madre di tutte le Madri.
Il suo consenso a generare un figlio che ”sarebbe stato torturato e messo in croce” è mai stato chiesto? E poi per chi e per cosa? Se oggi la nostra società produce sofferenza, guerra, bambini morti ammazzati in mare, in terra e sotto questo cielo?
 
3,5
con Simona Seraponte
Perché 3,5?
Perché “in Italia è di 3,5 la media delle persone che muore ogni giorno sul posto di
lavoro”. E sono quasi 1.300 le madri che rimangono senza figli.
Le parole e la memoria: Armi bianche contro morte bianca.
Uno “spettacolo – verità“ (Come in un film… a ritroso… ) a testimonianza di tante “brutte storie italiane”. Una donna. Col suo ricordo stampato ancora sul viso che andrà a “disturbare la corta memoria” di chi non vuole ricordare. E lo farà nei luoghi deputati alla scomparsa. Una madre di un ragazzo che ha perso la vita sul posto di lavoro.
E lei lo vuole raccontare, perché quello che dice Maria è che: “Tutti lo devono sapere, lo devono sapè tutti quello che è successo a mio figlio”.
E così vive e combatte con le parole. Ecco perché al funerale di suo figlio non vuole vedere autorità, giornalisti, istituzioni, la gente che conta e che ti abbandona quando ti serve… “la gente che conta… che conta i morti, i morti ammazzati sul posto di
lavoro”. (Maria)
L’Italia è una Repubblica AFFONDATA sul lavoro.
 
Al termine di ogni spettacolo è previsto un incontro dibattito tra artisti e pubblico, coordinato dal rappresentanti dall’associazione LE FUNAMBOLE, che nasce dall’incontro di 21 donne che desiderano diffondere il più possibile la cultura della parità di genere contrastando con azioni concrete la discriminazione e la violenza sulle donne. Le fondatrici sono attrici, psicoterapeute, lavoratrici sociali, scrittrici, attiviste, giornaliste, educatrici. Ognuna porta con sé il suo vissuto, la sua necessità di relazione con le altre ed il desiderio di agire la propria spinta creativa per trasformare la realtà superando gli schemi pre-costituiti che la società ancora cerca di imporre a donne e uomini. L’associazione intende creare momenti di incontro attraverso laboratori, corsi di formazione, spazi di condivisione ed eventi aperti per affermare la necessità dell’ottica di genere nei campi in cui ognuna delle socie già opera da tempo moltiplicando gli sforzi e le opportunità.
 

 
ALTRE INIZIATIVE:
 
Martedì 5 marzo, ore 19,00
Vernissage
dell’esposizione artistica
dell’illustratrice Clelia Leboeuf e della fotografa Barbara Di Maio.
 
Le opere resteranno esposte per tutta la durata della rassegna
 
BARBARA DI MAIO – Fotografa
La fotografia entra a far parte della mia vita nella mia infanzia. Permeata di melanconia e ironia al tempo stesso, la mia è un’attenta osservazione della realtà e degli esseri umani nella loro essenza più profonda.
Fotografare per me è soprattutto un’esigenza, una necessità che si esprime attraverso l’empatia che instauro con le persone che incontro.
Ciò che colpisce particolarmente la mia attenzione e che alimenta costantemente la mia ispirazione sono gli artisti e quel mondo che in qualche modo si distacca dalla realtà. Un mondo creativo, colorato melanconico che si sublima nell’uso del bianco e nero. Il mio interesse è volto anche alla fotografia sociale e antropologica in particolare le tradizioni religiose e il folclore della mia terra.
Le donne sono da sempre al centro della mia ricerca fotografica in particolare le donne del sud Italia. Spesso ritratte nella loro semplicità e spontaneità, l’imperfezione diventa bellezza nella genuinità e naturalezza di una quotidianità senza fronzoli.
Per l’esposizione al Tram ho scelto 10 foto che ritraggono le donne della mia terra e che raccontano il sud nelle tradizioni, il folclore e la vita di tutti i giorni.
 
CLELIA LEBOEUF – Designer grafica
Mi formo, dopo gli studi classici, all’istituto superiore di Design, indirizzo Fashion.
La moda però si rivela lontana dalle mie necessità espressive e comincio, da autodidatta, ad immergermi nel mondo dell’illustrazione che mi apre le porte ad una nuova comunicazione; poetica e sognante. Porto avanti progetti artistici personali auto prodotti e collaborazioni da freelance dove “presto” le mie idee e sopratutto i miei pennelli per creare immagini.
Al Tram saranno esposte alcune delle mie illustrazioni degli ultimi anni, dedicate all’universo femminile, che da sempre è il fil Rouge che lega tutto il mio lavoro, il sottotesto di ogni progetto. Un mondo surreale, ed onirico, dove si sedimentano le emozioni :  Il rapporto con Napoli, con il futuro, con l’infanzia, con la propria identità femminile.

Sabato 9  marzo, ore 17,00
presentazione del libro
48 DONNE CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO
di Antonello Chichiricco
CSA Editrice
Le 48 protagoniste di questa raccolta sono accomunate da un impetuoso sentimento non necessariamente nobile o esemplare, quanto apportatore di un irrefrenabile propulsore di passione. Passione impetuosa per i diritti civili, passione indomita contro i soprusi millenari di una società fallocratica, passione strenua per l’arte, la divulgazione culturale e scientifica, passione estrema, folle, abnegativa, tragicamente profusa solo per la persona amata, passione esoterica, delirante per una causa demoniaco-religiosa, passione consacrata all’educazione dei figli, esempio di lealtà devozione e altruismo. Quarantotto appassionate e appassionanti donne, dall’antichità ai giorni nostri, nate in ben sedici Paesi diversi, dunque vere cittadine del mondo a rappresentare un modello di paragone per alcuni, un riferimento per altri, contribuendo a introdurre ineludibili elementi di riflessione critica, portando a riconsiderare vedute, convinzioni, preconcetti. Più o meno consapevolmente, e di certo in maniera fra loro diversa, queste donne, come molte altre, hanno apportato e stanno apportando un sofferto, progressivo miglioramento qualitativo nella società umana.
 
 
 

 
 
 
Si ringrazia l’Ufficio stampa del Teatro Tram : Gianmarco Cesario – Chiara Di Martino .
              tram.comunicazionegmail.com – tram.stampa@gmail.com
 
Gli spettacoli avranno luogo al
TRAM
via Port’Alba 30 Napoli
 
 

 
PER SAPERNE DI PIU’ –  INFO:
BIGLIETTI
intero: € 12,00 | under 26 e Web: € 10,00
acquista on line: https://www.teatrotram.it/biglietti/
Card 3 spettacoli € 24,00
Card 5 spettacoli € 35,00
Il costo dei biglietti per assistere agli spettacoli è di € 12 (intero) e € 10 (ridotto e web) è possibile acquistare al prezzo di € 35,00 una card per assistere a tutti e cinque gli spettacoli in cartellone, o, al prezzo di € 24,00, un card per assistere a 3 spettacoli a scelta.

info e prenotazioni:
cell: info e contatti: 081 1875 2125 / 342 1785 939 – tram.biglietteria@gmail.com
email: tram.biglietteria@gmail.com

TRAM Teatro Ricerca Arte Musica
via Port’Alba 30, Napoli
www.teatrotram.it
in collaborazione con Mestieri del Palco e Teatro dell’Osso
 

Tags

Articoli correlati

Back to top button
Close
Close