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Fabrizio Mainini

Di Federica Del Re
 
 

Primo ballerino di indimenticabili trasmissioni televisive – tra le tante ricordiamo Fantastico, Serata d’onore, Saluti e baci, Buona domenica, Carramba che fortuna -, poi coreografo dei più importanti successi Tv – il Festival di Sanremo, L’Anno che verrà, Tale e quale Show, I migliori anni, Made in Sud, La Corrida – con la sua danza Fabrizio Mainini ci delizia da sempre. Oggi si racconta a Twikie svelando aneddoti e ricordi del balletto di ieri e di oggi.

 

 

Come nasce la tua passione per la danza?

La mia passione per la danza nasce ammirando mio fratello Vinicio Mainini, che iniziò a danzare sul finire degli anni ’70, nei tempi d’oro della televisione italiana. Guardando i suoi balletti, cresceva in me la voglia di far parte di quel mondo. Iniziai a seguire qualsiasi tipo di danza: classica, jazz, contemporanea, televisiva e break dance. Registravo sul mio VHS ogni cosa che riguardasse la danza; spostavo i mobili di casa e provavo i passi, i salti, le acrobazie. Avevo anche la fortuna che ogni cosa che vedevo riuscivo a riprodurla facilmente. Tutto ciò mi ha fatto pensare: “sono nato per fare questo lavoro!”

 

Qual è il segreto del tuo successo?

Non credo ci sia un segreto per il successo. L’amore, la passione, gli anni di esperienza, la professionalità e l’umiltà nei confronti del mio lavoro sono stati e sono gli ingredienti principali che mi hanno portato fin qui.

 

Che caratteristiche deve avere la tua ballerina ideale?

La mia ballerina preferita deve avere grande carisma, tecnica, passionalità, professionalità, versatilità… potrei continuare, ma mi fermo qui!

 

Se dovessi guardarti indietro e rivedere i grandi balletti di cui hai fatto parte, che emozione provi?

C’è da dire che anni fa il balletto in televisione era molto diverso. Basta pensare alla durata dei balletti: prima alcuni duravano anche a 6-7 minuti, cosa improponibile per la televisione di oggi.  E le meravigliose sigle che introducevano le trasmissioni e che oggi sono diventate dei cult – la notte vola, disco bambina, tanti auguri – sono totalmente sparite. Posso dunque affermare che rivedere i balletti di alcuni fa è sicuramente molto emozionante.

 

Che effetto fa rivedere quei corpi di ballo di 50 ballerini che ora non esistono più?
Entusiasmante. Anche se al giorno d’oggi è raro avere corpi di ballo numerosi, ultimamente ho avuto la fortuna di avere a disposizione 40 ballerini nella trasmissione di Carlo Conti “I migliori anni”. Sicuramente è molto impegnativo, ma è anche emozionante vedere 40-50 danzatori che danno vita alle proprie coreografie.

 
 

Come ti ispiri quando crei le tue coreografie?

Le mie ispirazioni coreografiche provengono da molteplici cose: da un quadro, da un film, da un gesto, da un videogame, da una serie tv, dai video e anche dai giornali. Ma soprattutto, semplicemente, seguendo la musica e la fantasia.

 

Guardando la danza degli altri paesi, quali sono le differenze con l’Italia e quale preferisci?

La danza è diventato un linguaggio universale, questo grazie anche al mondo virtuale che ci fa conoscere altri stili e altri mondi semplicemente con un click. La tecnologia ci dà la possibilità di confrontarci con altre culture. Ogni paese ha una sua caratteristica da apprezzare e ogni danzatore ha un proprio modo di esprimersi attraverso il movimento. Le differenze tra l’Italia e le altre nazioni del mondo diventano sempre meno.

 

Che consiglio daresti ai giovani ballerini che vogliono intraprendere questa carriera?

Durante gli stage mi trovo spesso a suggerire ai giovani “tersicorei” di non fossilizzarsi su uno stile specifico di danza ma di espandere le proprie conoscenze a tutti gli stili. Studiare tanto, sempre con tanti maestri. Raccomando soprattutto di trovarsi una propria identità artistica e di non standardizzarsi: l’essere originali può fare la differenza.

 
 

Qual è stata la miglior partner con cui hai danzato?

Devo dire che ho avuto una splendida carriera, 32 anni quest’anno, ed ho avuto la fortuna, il piacere e l’onore di danzare con molte showgirl: Heather Parisi, Lorella Cuccarini, Raffaella Carrà, Matilde Brandi, Rossella Brescia, Mia Molinari e tante altre ancora. Da ognuna ho carpito ed imparato molte cose. Quella alla quale sono più legato è Heather Parisi, perché sono cresciuto professionalmente con lei e sono stato suo partner artistico per molti anni.

 

Se dovessi avere una bacchetta magica e potresti riportare nel balletto di oggi una delle grandi showgirl degli anni passati chi sceglieresti?

Se avessi la bacchetta magica sinceramente riporterei in scena tutte le showgirl della televisione italiana! Proprio perché non esiste più questa fantastica figura.

 
 

 

Ci racconti un aneddoto o un ricordo particolare di quando sei stato un ballerino di quelle noti trasmissioni televisive?

In tanti anni di carriera televisiva molti sono gli aneddoti da raccontare. Uno in particolare? Ricordo che durante la diretta della trasmissione “Carramba che sorpresa”, condotta da Raffaella Carrà, in un passo a due Heather Parisi ebbe un malore. Mancavano ancora trenta secondi alla fine del balletto e lei mi svenne tra le braccia… pensavo volesse cambiare il finale del passo a due, ma purtroppo non fu così! Furono i trenta secondi più lunghi della mia vita! Arrivarono sul palco il direttore di studio, il medico, le assistenti della Parisi. Il tutto ripreso in diretta dalle telecamere. Io dopo un po’ la presi in braccio e la portai nel backstage, mentre la Carrà, preoccupata per Heather, fermò la trasmissione mandando la pubblicità. Il giorno dopo, per dieci giorni consecutivi, fui sommerso da telefonate di giornalisti Rai e Mediaset, oltre alle varie testate giornalistiche, che volevano sapere cosa fosse accaduto.  Per fortuna l’inossidabile Heather si riprese subito, e tutti vissero felici e danzanti!

 
 
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