
(Roma)-Si apre all’insegna dell’incertezza per il destino del governo Conte la settimana dell’Epifania. Stretto tra l’ipotesi di un nuovo governo avanzata dai due ‘soci di maggioranza’, M5s e Pd con Martina che non esclude ‘un rimpasto’. Sullo sfondo la minaccia di ‘staccare la spina’ più volte riproposta dal leader Iv Matteo Renzi e la pressione delle opposizioni, con FdI che raccoglie firme, già 100mila, per sfiduciare il premier e il suo governo e Salvini che taccia l’esecutivo di ‘sciagura per il Paese’. 
“Ancora una volta di più oggi verifichiamo l’insufficienza del sistema sanitario, sancita dalla necessità di far scattare le Regioni arancioni o rosse con soglie di Rt più basse di quanto indicato in precedenza per evitare ulteriori criticità .”Noi non vogliamo aprire una crisi di governo. Siamo al lavoro sul Recovery Plan, abbiamo mandato documenti scritti al governo con tutte le cose che non funzionano e proposte su come spendere, perché il governo è un po’ in ritardo”. Lo ha detto l’esponente di Italia Viva Maria Elena Boschi al Tg4. “Tutto dipende dal presidente del Consiglio, ci aspettiamo che trovi il tempo per risponderci”, ha aggiunto.

Pranzi. Briefing nel “corridoio della posta” con la testa infilata negli attaccapanni. Soprattutto le nottate in Commissione alle prese con emendamenti che saltano e che vengono recuperati a volo, prima che tocchino terra e producano terremoti. Come martedì sera, quando la Ragioneria dello Stato è entrata a gamba tesa bocciando 80 dei 250 emendamenti di tutte le forze parlamentari cuciti insieme con maestria dal presidente della Bilancio Fabio Melilli pur di evitare l’esercizio provvisorio.
Melilli ha scovato nelle pieghe del Bilancio 40 milioni, alcune norme saltate sono rientrate dalla finestra e avanti così. Ma i 5 Stelle e anche qualche Pd furioso la notte scorsa stavano per mandare il governo contro un muro. Hanno armato sospetti contro il Mef e più di tutti contro la Ragioneria. I grillini si sono voluti “vendicare” ieri mattina in Commissione Trasporti dove era in votazione il rinnovo del Contratto europeo di programma sulla Tav. I 5 Stelle non hanno partecipato al voto. Se il contratto e la Tav sono salvi, il merito è delle opposizioni che hanno votato con Pd e Iv.



