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Rapita dalla Recitazione

Intervista con la brillante attrice Livia Bertè

Livia Bertè è un’ attrice di talento, classe 1986, dotata di un’annata sensibilità artistica, tanta determinazione e tenacia; personalità vulcanica e grintosa, è capace di “indossare” ruoli sempre diversi con grande passione e convinzione. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lei per conoscere meglio il suo percorso professionale e non solo quello.

Come nasce la tua passione per la recitazione?
La mia passione per la recitazione nasce in maniera improvvisa e anche piuttosto tardi rispetto alla media. La verità è che io volevo cantare nella vita. L’ho fatto sin da quando ero adolescente. Concorsi, gruppi di ogni genere. Poi ad un certo punto mi hanno chiesto di cantare in un musical e da lì ho capito che avevo sbagliato tutto. A quel punto ho fatto un provino per una scuola di musical a Roma, la Fonderia delle Arti di Giampiero Ingrassia e Da lí la recitazione mi ha rapita, non l’ho mai più lasciata. Avevo 25 anni. Si potrebbe dire che io abbia conosciuto la recitazione direttamente sul palco.

Invece un personaggio che hai interpretato che porti nel cuore?
Eh… Tendenzialmente quando fai un buon lavoro che rimangono tutti nel cuore altrimenti significa che hai lavorato anche quando all’inizio sembra che si abbiano difficoltà ad approcciarsi ad un personaggioanche quando all’inizio sembra che si abbiano difficoltà ad approcciarsi ad un personaggio che magari è diverso da te poi a mano a mano che lo si conosce il s’impara a volerle/gli bene. Ho avuto la fortuna di interpretare più di un personaggio che mi piaceva al quale ero legata, quindi sì mi ritengo molto fortunata. Ofelia sicuramente mia veramente devastata. Pamela Curson che è la ex fidanzata ufficiale di Jim Morrison che è uno spettacolo che ho interpretato In Inghilterra di cui testo Ho scritto io stessa il testo. L’ho proprio sentita come se fossi io stessa. E poi poco tempo fa ho interpretato Mina di Dracula di bram Stoker, un estratto del film, anche lì è stato come fare un un viaggio in un’altra dimensione.
Il modo di fare teatro inglese per quanto grandissimo rispetto per la cultura teatrale italiana in particolarmodo napoletana Io penso che noi siamo fortissimi e ricchi di inventiva di grandezza,però l’approccio anglosassone al teatro per me è stato di grande riferimento di grande aiuto.

Tre cose importanti nella tua vita a cui non puoi rinunciare?
In questo momento così difficile della mia vita come di quella di tutti eccomi priorità mi si fossero un po’ ribaltate. Quindi mi sento molto confusa a rispondere a questa domanda. Esattamente due mesi fa avrei detto il teatro, l’amore e viaggiare. Ora invece ti dico la libertà personale, le persone care, ed avere la fortuna di conoscere interiormente quella cosa che in qualsiasi caso ti farebbe alzare dal letto la mattina.

Quali passioni ami coltivare oltre la tua professione?
Questa è una bellissima domanda. Amo viaggiare da sola. Cioè Adoro anche fare un viaggio in gruppo però viaggiare da sola è una cosa che mi mette proprio in pace col mondo avrò almeno una volta l’anno scelgo una meta che mi chiama e vado esplorarla.
Sono appassionata di esoterismo lo studio da tanti anni come “lavoro” a parte,nel senso che è difficile trovargli una collocazione nella vita di tutti i giorni però è uno studio che non ho mai abbandonato.
Suono il flauto traverso oltre a cantare ma quella non la definirei una passione direi più che si tratti di una parte integrante del mio lavoro di attrice. Recentemente in questa parte no ho scoperto altre due cose che mi fanno proprio impazzire, mi piacciono moltissimo che sono tirare con l’arco fare dei lavori artigianali di pirografia che sarebbe il disegno a fuoco su superfici di legno.

Un progetto futuro da realizzare ?
Avevo tanti progetti prima che tutta questa situazione mi mandasse in confusione. Scherzo, ne ho sempre avuti tantissimi.
Beh di sicuro uno che ho una gran voglia di portare a compimento adesso, forse proprio perché si desidera sempre qualcosa che non si può avere nell’immediato, e di riprendere a lavorare all’estero. Quindi appena potremo ancora viaggiare e muoverci di portare una mia regia a Londra in un bel festival come l’ Underground, o comunque in ogni caso di poter intraprendere un progetto che mi porti a fare un gemellaggio con l’estero così che possa riprendere a viaggiare lavorando.

Se non avessi intrapreso questo percorso oggi chi saresti?
Di certo una donna molto più povera. Perché il percorso teatrale arricchisce qualsiasi animo. fa maturare ti costringe a guardare continuamente dentro te stessa a combattere i tuoi demoni a chiamarli per nome riuscirò a guardare i demoni di qualcun altro, cioè dei personaggi che devi interpretare. Poi di certo non lo so, però prima di fare l’attrice Io ho preso una laurea in lettere classiche facevo la giornalista chissà forse avrei proseguito con la strada magari adesso saremo scrittrice, anche quello è un percorso assai difficile chissà… Quello che non è stato credo che ormai sia perso rimane solo quello che può essere ancora, che può anche essere ripescato da quello che sei lasciato indietro però non riesco a pensare alle opzioni perché quello che ho fatto e sono molto molto pieno.

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