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ALITALIA VERTICE CON LA UE

In arrivo entro fine aprile la condanna per gli 1,3 miliardi di aiuti di Stato ricevuti dalla compagnia. Senza la discontinuità aziendale con la nuova Ita ci sarebbe il fallimento

(Roma)- Futuro di Alitalia e della newco Ita: si avvicina il momento decisivo. Domani mattina i ministri dell’Economia, Daniele Franco, delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, e dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, avranno l’atteso confronto con la commissaria Ue per la Concorrenza Margrethe Vestager, che da sempre chiede “discontinuità economica” tra la vecchia compagnia di bandiera e la nuova. “Su Alitalia risponderò dopo aver parlato con la collega Vestager”, le parole di Giorgetti, durante la conferenza stampa sui vaccini col commissario Ue al mercato interno Thierry Breton. “Abbiamo ereditato dal precedente governo un piano che è continuamente aggiornato e rivisto e che deve essere negoziato con la Commissione europea e con l’amministrazione straordinaria”, ha aggiunto il ministro dello Sviluppo economico. L’obiettivo del governo è chiaro: andare avanti con il piano Ita e avere così una nuova compagnia di bandiera. “Abbiamo bisogno di un vettore nazionale solido con sostenibilità sociale e anche economica che possa fare accordi con altri ma da una posizione di forza e di chiarezza”, ha spiegato Giovannini, sottolineando che “Alitalia ha un problema strutturale di posizionamento rispetto ad altri operatori, è necessario sbloccare questa situazione anche attraverso il negoziato con Bruxelles“.

Intanto i numeri del piano industriale si sono ridotti rispetto a quelli presentati a dicembre dai vertici della newco, Francesco Caio e Fabio Lazzerini. La flotta dovrebbe scendere a 45-48 aerei invece dei 52 previsti. Stesso discorso per i dipendenti: da 5.200-5.500 dovrebbero calare in una fascia tra 4.500 e poco più di 5mila rispetto agli attuali 10.500. Sul fronte delle future alleanze della newco Ita, continua a circolare il nome di Lufthansa ma la società smentisce. “Non abbiamo cambiato la nostra posizione – ha affermato l’amministratore delegato Carsten Spohr -. Cooperazione commerciale assolutamente sì, siamo il primo vettore a lungo raggio e l’Italia è il nostro mercato più importante dopo gli Stati Uniti, ma non ci sarà alcun investimento”. Il numero uno del gruppo tedesco ha quindi voluto chiarire che sono solo i media italiani che riportano l’interesse di Lufthansa per Alitalia.

 

I sindacati

“Concordiamo con il ministro Giovannini in merito ad Alitalia, la pandemia è stata una safety car per il trasporto aereo mondiale: ha rallentato tutte le compagnie, ma ognuna deve stare nella posizione in cui era prima del suo ingresso in pista. Allo stesso tempo sottolineiamo che sarebbe bizzarro se, da dietro la safety car, Alitalia uscisse smontata in pezzi: la competizione del dopo-Covid sarebbe finita prima ancora di cominciare”. Lo afferma Salvatore Pellecchia, segretario generale della Fit-Cisl, in vista dell’incontro di domani tra il Governo e la commissaria europea alla Concorrenza. “Ci aspettiamo – prosegue – che Alitalia non esca danneggiata dal confronto con la Ue. Non ha senso continuare a rinfacciare le esperienze del passato. Una compagnia spezzettata e impoverita, con un altro nome e logo, e con meno della metà degli aeromobili oggi disponibili, come può essere competitiva sul mercato più redditizio, cioè quello del lungo raggio? Come può essere volano della ripresa anche turistica del Paese? Come sindacati abbiamo battuto su questo tasto nell’incontro dello scorso 10 febbraio con la direzione generale concorrenza della Commissione Europea, con la quale ci aspettiamo un ulteriore confronto che produca risultati per il rilancio di Alitalia”.

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