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Coronavirus, risalgono i contagi, +4492 su ieri: i malati sono oltre 62mila. I morti oltre 8mila

In arrivo una nuova autocertificazione. Viminale: ieri 5.800 denunciati, 120mila dall'11 marzo. Reati in calo, -64%. Borrelli negativo al test,lavorarà da casa

(Roma) – Sono 10.361 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 999 in più di ieri. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile nel corso della conferenza stampa alla quale anche oggi non è presente Angelo Borrelli, a causa di uno stato febbrile. Ieri l’aumento dei guariti era stato di 1.036.

Sono 8.165 i morti in Italia a causa del coronavirus, con un aumento rispetto a ieri di 662. Mercoledì l’aumento era stato di 683. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile.

Sono complessivamente 62.013 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 4.492. Mercoledì l’incremento era stato di 3.491. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 80.539. Il dato è stato fornito dalla Protezione Civile.

Dopo quattro giorni di calo, risale la curva dei contagi per coronavirus in Italia. Oggi sono 4.492 in più mentre ieri l’aumento era stato di 3.491, martedì di 3.612, lunedì di 3.780 e domenica di 3.957. Il numero delle vittime è oggi di 662, con un calo rispetto a ieri quando erano state 683, mentre martedì l’aumento era stato di 743.

Il picco dell’epidemia di coronavirus in Italia è “vicinissimo” e si presenta “molto largo, una sorta di plateau”, ha detto all’ANSA Fabrizio Nicastro, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e fra gli esperti del ‘Gruppo analisi numerica e statistica dati Covid-19’. Questa è la situazione ad ora, dominata da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. “Se un’altra regione importante dovesse esplodere – ha rilevato – è chiaro che la curva si rialzerà”.

E non migliora la situazione dei contagi in Lombardia. E’ di 2.500 persone l’aumento nell’ultima giornata: è quanto ha detto il presidente della Regione, Attilio Fontana, spiegando che “non sono ancora state fatte analisi” su quali zone siano più colpite. “Non so se è arrivato il picco o se ci è sfuggito qualcosa – ha aggiunto – queste valutazioni spettano ai tecnici, io posso solo dire che personalmente sono preoccupato”.  Sui tamponi sono state fatte “speculazioni vergognose” secondo il presidente della Lombardia  nel consueto punto stampa in cui ha ricordato le indicazioni date il 27 febbraio dall’Iss che sostiene come “i tamponi si facciano solo ai sintomatici e per gli altri siano fuorvianti”. “Noi siamo la Regione che ha fatto in assoluto il maggior numero di tamponi” ha aggiunto il governatore sottolineando che sono state “rispettate le direttive”.  E intanto il Comune di Milano ferma le cremazioni per coloro che sono deceduti in città ma non sono residenti e questo a causa della “saturazione” dovuta all’emergenza Coronavirus dell’impianto di cremazione di Lambrate. La misura, come si legge in una determina pubblicata nell’albo pretorio del Comune, sarà in vigore dal 29 marzo.

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