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Coronavirus, Via Crucis in una piazza San Pietro deserta

Le meditazioni sono state scritte, tra gli altri, da cinque persone detenute e da un magistrato di sorveglianza

(Vaticano)- Rito della Via Crucis in piazza San Pietro, invece che al Colosseo come di consueto, e senza la presenza dei fedeli a causa dell’emergenza coronavirus. Tutto l’itinerario è segnato da fiaccole a terra. Le meditazioni sono state scritte, tra gli altri, da cinque persone detenute, da una famiglia vittima di un reato di omicidio, da un magistrato di sorveglianza e da un agente di Polizia Penitenziaria.

Resteranno nelle memoria collettiva, perchè nessuno o quasi ha potuto prendervi parte, le immagini della Via Crucis del 2020 di Papa Francesco. Il Pontefice ha celebrato i riti del Venerdì Santo in una Basilica si San Pietro deserta, a causa delle misure restrittive contro il contagio da Covid-19 Prima la cerimonia della prostrazione. In serata la Via Crucis, tra le luci di una Piazza vuota, dove il Papa, accompagnato solo da pochi fedeli (alcuni medici, altri carcerati) ha celebrato il sacro rito che ricorda il Calvario di Cristo fino alla morte in croce. Si è svolto non nel tradizionale scenario del Colosseo, ma nel sagrato della Basilica, dove due settimane fa il Papa ha tenuto la preghiera contro la pandemia con immagini che sono diventate già iconiche.

Nelle 14 stazioni della Via Crucis, a portare la croce sono prima Michele, un ex detenuto del “Due Palazzi” e oggi “uomo nuovo” e piccolo imprenditore, il direttore della casa circondariale padovana Claudio Mazzeo, il vicecommissario della Polizia Penitenziaria Maria Grazia Grassi, un agente della stessa polizia, la volontaria Tatiana Mario e il cappellano don Marco Pozza. Dopo di loro, alcuni medici e infermieri del Fondo assistenza sanitaria del Vaticano, che in Italia sono in prima linea nel servizio agli ammalati colpiti dal virus: tra loro, Esmeralda Capristo, medico internista del Policlinico Gemelli e ricercatrice di Medicina interna all’Università Cattolica, e Paolo Maurizio Soave, anestesista rianimatore del Policlinico Gemelli e docente a contratto dell’Università Cattolica, sede di Roma. Entrambi assistono pazienti contagiati dal Covid-19, ricoverato al Gemelli e al Columbus Covid 2 Hospital.

Solo, nel centro di una piazza San Pietro deserta ,e con il selciato reso umido e nero dall’umidità, Papa Francesco ha pregato stasera affinchè l’umanita non venga lasciata nelle tenebre. E affinchè non venga mai abbandonato chi “si mette al servizio degli altri”. Le riflessioni sono per la pandemia che da due mesi affligge la terra. “Signore, che non ci lasci nelle tenebre e nell’ombra della morte, proteggici con lo scudo della sua potenza”, sono state le sue parole, “Dio, difensore dei poveri e degli afflitti, aiutaci a portare ogni giorno il giogo”.

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