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TRUMP LASCIA LA CASA BIANCA

Nel suo ultimo giorno da Presidente Usa , Trump concede la grazia a Steve Bannon come suo ultimo atto alla Casa Bianca

(Washington)-l presidente uscente degli Stati Uniti Donald Trump ha perdonato il suo ex stratega Steve Bannon, in una decisione dell’ultimo minuto presa solo poche ore prima di lasciare la Casa Bianca. “I pubblici ministeri hanno perseguito il signor Bannon con accuse relative a una frode derivante dal suo coinvolgimento in un progetto politico”, si legge nella dichiarazione del segretario per la Stampa della Casa Bianca, Kayleigh McEnany.

Bannon sta affrontando un procedimento giudiziario federale iniziato ad agosto, quando i procuratori di New York lo hanno accusato, assieme ad altre tre persone, di avere frodato dei donatori per oltre un milione di dollari, nell’ambito di una campagna di raccolta fondi presumibilmente volta a sostenere il muro che Donald Trump avrebbe voluto far costruire al confine con il Messico. La grazia di Bannon sarebbe seguita a una frenetica corsa contro il tempo per far inserire il suo nome nella lista delle persone graziate da Trump.Il presidente uscente degli Stati Uniti Donald Trump ha concesso la grazia al suo ex consigliere Steve Bannon, accusato di truffa, a poche ore dal suo addio alla Casa Bianca. Prima di lasciare il suo incarico, il tycoon ha assunto lo stesso provvedimento nei confronti di altre 72 persone e ha anche commutato le condanne di altre 70 persone. In totale quindi i provvedimenti firmati da Trump sono 143, ma tra loro non risultano né il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, né la ‘talpa’ dell’Nsa, Edward Snowden. Smentite le ipotesi che il presidente graziasse se stesso e il suo avvocato Rudolph Giuliani.

Tra i graziati da Trump c’è invece il faccendiere italiano Tommaso Buti, imprenditore fiorentino. Tramite la sua legale Valeria Calafiore Healy, Buti ha ringraziato Trump: “Il provvedimento del presidente americano – sottolinea il suo avvocato in una nota – riguarda ipotizzati reati contro il patrimonio occorsi più di 20 anni fa e per i quali l’imprenditore italiano fu già processato in Italia e alla fine prosciolto dalla Corte di Appello nel 2007″.L’ex capo stratega della Casa Bianca era stato arrestato ad agosto con l’accusa, in concorso con altre tre persone, di truffa per la raccolta fondi online We Build The Wall, ideata per la costruzione del muro al confine tra Stati Uniti e Messico. I procuratori federali di Manhattan lo accusavano insieme a Brian Kolfage, Andrew Badolato e Timothy Shea, suoi soci, di aver “escogitato una truffa ai danni di centinaia di migliaia di donatori” grazie ai quali erano stati raccolti 25 milioni di dollari.

Concessa la grazia anche all’italiano Tommaso Buti Tra le persone cui il presidente Trump ha concesso la piena grazia c’è anche un cittadino italiano: l’imprenditore fiorentino Tommaso Buti. Il suo nome compare nell’elenco diffuso dalla Casa Bianca, dove si sottolinea che Buti “non è stato condannato negli Stati Uniti”. Tramite la sua legale Valeria Calafiore Healy, l’uomo d’affari ha ringraziato Trump. “Il provvedimento del presidente americano – sottolinea il suo avvocato in una nota – riguarda ipotizzati reati contro il patrimonio occorsi più di 20 anni fa e per i quali l’imprenditore italiano fu già processato in Italia e alla fine prosciolto dalla Corte di Appello nel 2007. La grazia che gli è stata concessa lo libera dall’ingiustizia che avrebbe continuato a patire se fosse stato costretto a subire un processo una seconda volta sugli stessi fatti per cui era già stato giudicato”. Buti, invece, più di 20 anni fa fu accusato di frode finanziaria, ma “non è mai stato condannato negli Stati Uniti”. Imprenditore nel campo degli orologi di lusso, noto anche per aver fondato nel 1995 a New York la catena dei Fashion Cafè con socie come Claudia Schiffer e Naomi Campbell. Il modello venne poi replicato a New Orleans, Londra, Manila, Mexico City e Barcellona. È proprio per il fallimento di questa catena e per il mancato pagamento di creditori che Buti fu arrestato in Italia a fine 2000 su richiesta della magistratura di New York per riciclaggio e truffa aggravata. Ma l’imprenditore non è mai stato estradato negli Stati Uniti. Amico di Flavio Briatore,  per il quale organizzò una cena per il quale organizzò una cena a Riyad  Buti è stato condannato dal Tribunale di Firenze a 5 anni e 10 mesi di carcere per bancarotta fraudolenta per distrazione per il fallimento della Sfere, una società che avrebbe dovuto fornire consulenza e progettazione per gli orologi a marchio “TB Buti”, e infedele dichiarazione dei redditi nel 2012, 2013 e 2015. Per l’accusa non avrebbe dichiarato redditi per oltre 2,3 milioni di euro. Condannato anche suo fratello maggiore, Francesco, a quattro anni e mezzo. La società Sfere è stata fondata nel 2010 e dichiarata fallita nel 2016. Proprio allora è iniziato l’intervento della Guardia di finanza, che ha aspettato Buti al ritorno da Parigi con un provvedimento del gip che ne ordinava gli arresti domiciliari. A provocare lo scoperto sarebbero state le spese dei fratelli Buti che avrebbero usato i soldi della società a uso personale e ai quali si imputa di aver sottratto alle casse dell’azienda circa 3 milioni di euro dal 2011 al 2015. L’accusa cita vacanze in resort super lussuosi, i noleggi di macchine costosissime, decine di migliaia di euro puntati in una sala scommesse di Sesto Fiorentino e tutto quanto contribuisce a uno stile di vita al massimo del lusso.

Trump: “Sono il primo presidente a chiudere senza guerre” Nel frattempo Trump, in un video di addio alla Casa Bianca, ha affermato di essere stato il primo presidente degli Stati Uniti da decenni a chiudere il suo mandato senza guerre e ha rivendicato la sua durezza contro la Cina. Il tycoon ha poi invitato l’America a pregare per il successo dell’amministrazione Biden e ha ribadito che “la violenza politica non può essere tollerata”.

Media: “Trump pensa alla fondazione di un suo partito” Intanto, secondo il Wall Street Journal, il presidente uscente avrebbe manifestato l’intenzione di fondare un nuovo partito politico e vorrebbe chiamarlo “Patriot Party.” La Casa Bianca ha rifiutato di commentare. Trump negli ultimi giorni si è scontrato con diversi leader repubblicani tra cui il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell che martedì gli ha dato la colpa di aver provocato la rivolta del 6 gennaio al Campidoglio. I sondaggi mostrano che Trump mantiene un forte sostegno tra gli elettori del Gop.

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