Politica

CONTE PASSA

Il premier ottiene sette voti oltre la maggioranza semplice pari a 149. Hanno votato sì due senatori di Forza Italia, Andrea Causin e Maria Rosaria Rossi

(Roma)- Giuseppe Conte incassa la fiducia del Senato con 156 voti favorevoli, sette in più rispetto alla maggioranza semplice di 149. I no sono 140, gli astenuti 16 (compresi gli esponenti di Italia Viva). La consultazione a Palazzo Madama  ha registrato momenti concitati per il riesame al “Var” del voto di Ciampolillo e Nencini, con la Casellati che poi consente ai senatori di esprimere il loro sì (arrivati prima del pronunciamento della chiusura).

Il risultato è il frutto di alcune sorprese. La senatrice di Forza Italia Mariarosaria Rossi del gruppo Forza Italia-UdC ha votato la fiducia, così come Andrea Causin. Laura Stabile, sempre di Forza Italia, ha invece votato no, così come Tiziana Drago, ex M5s. Da Gregorio De Falco è invece arrivato l’ok, così come da Elena Fattori. Mario Michele Giarrusso ha invece votato no, così come Carlo Martelli, Marinella Pacifico e Gianluigi Paragone. Subito dopo Antonio Tajani ha fatto sapere che Rossi e Causin sono fuori dal gruppo di Fi. Per Rossi si tratta di una defezione che ha del clamoroso, destinata a far discutere all’interno e fuori dal partito. Uno strappo che coglie di sorpresa i vertici di Fi, inaspettato fino ad ora, mentre l’addio di Causin era nell’aria da qualche giorno e la sua assenza dell’Aula sin da stamane non aveva fatto altro che destare sospetti.

Italia Viva si è astenuta, anche Comencini, Conzatti e Cucca che erano in bilico. Mauro Marino, senatore di Iv, non ha votato la fiducia, ma è assente giustificato per Covid. Riccardo Nencini era assente ma poi è stato riammesso al voto. Ciampolillo invece durante il voto di fiducia a palazzo Madama non ha risposto alle prime due chiamate, ma sul filo di lana, quando la presidente del Senato aveva già chiuso le votazioni ha chiesto di poter esprimere il suo voto. Casellati ha deciso di fermare tutto e ricorrere alla registrazione della seduta prima di decidere se riaprire o meno il voto all’ex senatore del M5S. Alla fine Ciampolillo è stato ammesso e ha votato sì come Nencini, che quindi salva il governo come aveva annunciato. “Ho votato la fiducia convinto dall’apertura di Conte alle forze liberali, popolari e socialiste. Una casa utile per sostenere il governo. Lo avevo deciso da un pezzo”, ha detto dopo il voto il senatore Nencini. Quanto al ritardo nel voto, “ero in una riunione”. E Renzi sapeva del suo voto? “C’è ottimo rapporto con Renzi”, ha chiuso Nencini.

Dopo l’esame dei video delle telecamere dell’Aula di Palazzo Madama è stato verificato che il senatore ex M5S Ciampolillo e il senatore del Psi Nencini hanno annunciato il loro voto prima che il presidente del Senato chiudesse la votazione. Hanno votato 312 su 313. Italia Viva si astiene, due di Forza Italia votano sì – “Se non ci sono i numeri il governo va a casa”, aveva detto nel pomeriggio il presidente del Consiglio proprio nel giorno più difficile per il suo esecutivo. I senatori di Italia Viva si sono astenuti mentre, a sopresa, due senatori di Forza Italia, Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin, hanno votato sì alla fiducia. Entrambi sono stati prontamente espulsi dal partito, come annunciato dal vicepresidente Antonio Tajani .Il caso Ciampolillo – Quello di Nencini è l’ultimo voto arrivato a favore del governo. Il penultimo è stato quello di un altro ex grillino, Lelio Ciampolillo, protagonista di un vero e proprio caso che ha allungato ulteriormente una giornata già lunga. Il motivo? Risultato assente alla prima e seconda chiama, l’ex M5s ha chiesto di esprimersi quando le votazioni si erano appena chiuse. Essendo un voto importante la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha quindi deciso di rimandare la decisione ai questori. Che hanno deciso di fare votare sia Ciampolillo sia Nencini.

Salvini e Meloni: “Ci rivolgeremo a Mattarella” – Risoluta la reazione dei leader di Lega e Fratelli d’Italia, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. “Ci rivolgeremo a Mattarella: c’è un governo che non ha la maggioranza al Senato e sta in piedi con chi cambia casacca”, afferma il primo. Con la seconda che prosegue sulla stessa linea: “Rispetto alle premesse e alle speranze di Conte e Casalino le cose non sono andate come speravano: sentivo parlare di decine di responsabili, ma al netto di casi singoli, dall’altra parte ce ne sono di più, il centrodestra ha mantenuto la sua compattezza e non era scontato. Ho parlato con Salvini, parlerò con Berlusconi. Ora dobbiamo chiedere un colloquio con il Colle”. Il premier Giuseppe Conte ha lasciato Palazzo Madama. Il capo del governo ha lasciato l’Aula del Senato prima della proclamazione della votazione ma con il risultato che, a parte il “caso Ciampolillo”, è già chiaramente a favore della fiducia.

 

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