Cinema

NOI SIAMO ALITALIA

Storia di un Paese che non sa più volare” Grande successo a Roma per la presentazione del docu-film di Filippo Soldi

(Roma)-Quando l’attualità incontra il cinema d’autore, affrontando con passione un tema che ha segnato la storia del nostro Paese, il risultato è straordinario.

Questo docu-film sulla vicenda Alitalia, studiato nei minimi dettagli, è intenso e coinvolgente. Ottima la regia e il montaggio. “Noi siamo Alitalia – Storia di un Paese che non sa più volare”, di Filippo Soldi, racconta il tragico epilogo della compagnia di bandiera italiana, delle mosse politiche che l’hanno piano piano portata alla rovina, stando ad alcune ricostruzioni, con interviste e indagini approfondite e accurate. 

I giovani protagonisti della vicenda, quattro sceneggiatori, indagano fino in fondo, fanno ricerche, intervistano i protagonisti e fonti autorevoli come Gianni Dragoni, Giornalista de Il Sole 24 ore, e Fabrizio Tomaselli, sindacalista del trasporto aereo.

Ì testimoni approfondiscono aspetti importanti e svelano notizie nascoste volutamente per anni, raccontando verità mai dette, notizie scomode celate per troppo tempo, che finalmente vengono a galla. 

Il risultato è un documentario che assomiglia più ad una inchiesta giornalistica che ad un Film, costruito con maestria, strutturato magistralmente, con idee artistiche interessanti.

Due delle parti più coinvolgenti del docu film “Noi siamo Alitalia” sono la scena del flashmob delle hostess Alitalia in Campidoglio, organizzato da Cristina Poggesi, le cui immagini hanno fatto letteralmente il giro del mondo, e l’intervista, davvero toccante e interessante, alla stessa Poggesi (ex Hostess Alitalia).

La trama, affascinante e avvincente, risulta chiara fin dai primi minuti della pellicola.

Incaricati da una casa di produzione cinematografica, quattro giovani sceneggiatori, interpretati da Maria Carla Generali, Tania Angelosanto, Riccardo Livermore e Lucandrea Martinelli, devono scrivere una docu-fiction sulla chiusura di Alitalia. Iniziano, pertanto, la loro ricerca della verità attraverso la disamina dell’incandescente dossier Alitalia per far luce sui personaggi e le operazioni che hanno portato al disfacimento della compagnia di bandiera. Nessuno di loro, però, è in grado di capire le complesse questioni aziendali ed economiche che hanno condotto a questo risultato. Avviluppati dai loro stessi pregiudizi e sommersi da un’infinità di notizie, come possono far ordine in questo intricato ginepraio? Chiedono di incontrare degli esperti che possano far loro da guida: si avvicendano, così, i volti del giornalista de Il Sole 24 Ore Gianni Dragoni e di Fabrizio Tomaselli, uno dei fondatori del sindacalismo di base nel trasporto aereo, i quali, come il Virgilio dantesco, fanno luce su verità nascoste e chiariscono aspetti sapientemente e volutamente celati per anni.

Con il sostegno e il patrocinio del Comune di Fiumicino, il docufilm, prodotto dall’Associazione Culturale Ticto, da Alessandro Tartaglia Polcini, in collaborazione con Own Air, non rappresenta un sondaggio sulle vicende dell’Alitalia né si pone come un “j’accuse”. Lo scopo è quello di sollevare dubbi, sollecitare riflessioni, riportando i fatti nella loro realtà e ponendo agli occhi del pubblico immagini riportate solo parzialmente dai media e punti di vista differenti sugli accadimenti, attraverso le dichiarazioni dei protagonisti.  

L’opera è dedicata alla memoria del pilota Francesco Fasolo, lanciatosi nel vuoto per non aver retto al peso della perdita del lavoro. Fasolo, 38 anni, era uno dei 1322 dipendenti licenziati lo scorso gennaio da Air Italy.

Lodevole il lavoro del regista, del produttore e di tutti i protagonisti di questa meravigliosa opera artistica, che offre numerosi spunti di riflessioni agli spettatori, i quali hanno apprezzato moltissimo il docu-film.

Il film documentario “NOI SIAMO ALITALIA – Storia di un paese che non sa più volare” è il terzo capitolo di un complesso di tre opere cinematografiche denominato “Trilogia del lavoro”. Le precedenti sono “Tutti giù per aria – L’aereo di carta” (2009) per la regia di Francesco Cordio e “Suicidio Italia – Storie di estrema dignità” per la regia dello stesso Filippo Soldi (2012), vincitore del Globo d’Oro come migliore documentario nel 2013.

Soggetto e sceneggiatura del docufilm, che verte sulle ragioni della definitiva chiusura della compagnia di bandiera Alitalia e della nascita di ITA Airways e di tutto quanto comporta, in termini di indotto, nel territorio nazionale, sono di Filippo Soldi, Maria Teresa Venditti, Annamaria Sorbo, Alessandro Tartaglia Polcini. Musiche di Alessandro Michisanti

Attraverso le storie dei lavoratori, le testimonianze dei maggiori esperti del trasporto aereo civile nazionale ed estero, dei politici, alcuni dei quali critici e altri responsabili del nuovo piano industriale ITA, che, a vario titolo, sono intervenuti nel delicato dossier Alitalia, avremo il quadro completo del contesto che ha preso vita.

 

Non so se abbiamo l’assassino, però, anche i cialtroni fanno i morti, mica solo gli assassini. Anzi, i cialtroni poi nemmeno si pentono”.

 

Nel documentario si aprono molte finestre sulle ragioni delle manifestazioni e presidi dei dipendenti. L’opera, infatti, si propone di offrire un punto di vista imparziale riguardo agli eventi narrati, così che il pubblico possa avere una visione completa della vicenda AZ, basandosi sui fatti e non su informazioni mistificate fornite da fonti tese a coprire le nefandezze delle diverse operazioni, terminate con il più grande licenziamento di massa mai avvenuto nella storia della Repubblica: 11.000 lavoratori.

 

Nonostante la conclusione positiva con la Commissione Europea sulla costituzione di ITA Airways, e sebbene la nuova società sia pienamente operativa, nei primi due mesi e mezzo di vita (il primo volo è del 15 ottobre 2022) la compagnia ha perso 170 milioni di euro e ha registrato ricavi del 50% inferiori rispetto al piano industriale. A quali vettori giova? Certamente a Lufthansa, Air France e British Airways. La Commissione Europea ha reso nota la versione pubblica dell’accordo con il governo italiano. Una formulazione concordata tra le parti per tutelare i “segreti industriali” della nascente compagnia. Quindi, se non in grandi linee, il concordato ad oggi è ancora ignoto.

 

Grande successo, di critica e di pubblico, al Teatro Palladium di Roma per la presentazione il 5 maggio, alla presenza del regista Filippo Soldi, del produttore Alessandro Tartaglia Polcini, di Cristina Poggesi, uno dei volti simbolo delle proteste dei dipendenti Alitalia, dei protagonisti del docufilm Maria Carla Generali, Tania Angelosanto, Riccardo Livermore e Lucandrea Martinelli. Ed ancora, i Senatori Monica Cirinnà, Gregorio De Falco e William De Vecchis, il deputato Stefano Fassina, il sindaco di Fiumicino Esterino Montino, l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi, il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, l’Assessora alle Politiche Culturali del Municipio VIII Maya Vetri, la Consigliera per le Pari Opportunità del Municipio VIII Michela Ciciulli, l’AD di Meridiana Gianni Rossi, Gianni Dragoni, Fabrizio Tomaselli.

 

SCHEDA DEL FILM

Titolo: “NOI SIAMO ALITALIA – Storia di un Paese che non sa più volare”

Ideato: Alessandro Tartaglia Polcini

Prodotto: Associazione Culturale Ticto, OWN AIR e Alessandro Tartaglia Polcini

Soggetto e sceneggiatura: Filippo Soldi, Maria Teresa Venditti, Annamaria Sorbo, Alessandro Tartaglia Polcini

Regia: Filippo Soldi

Direttore della fotografia: Giuseppe Pignone

Montaggio: Marco Rizzo

Autore delle Musiche: Alessandro Michisanti

Genere: documentario

Formato di ripresa: Sony Raw XOCN-HQ

Formato di proiezione: 16: 9

Durata: 54’ e 75′ (2 versioni – una televisiva, una a destinazione

festivaliera/cinema)

Lingua originale: italiano – sottotitoli: francese e inglese

Località: Italia

Data di consegna: maggio 2022

Con il sostegno e il Patrocinio del Comune di Fiumicino.

Il film sarà considerato un’opera d’arte, protetto dalla legge sul diritto d’autore e dalle convenzioni internazionali applicabili.

 

Articoli correlati

Dai un'occhiata anche
Close
Back to top button