Cinema

Cannes 74, a Marco Bellocchio la Palma d’Onore

Al maestro italiano il riconoscimento del Festival francese. Il regista italiano presenterà il suo nuovo documentario "Marx può aspettare" nella sezione Premiere

(Cannes)- Il direttore del Festival di Cannes Thierry Frémaux ha annunciato la Palma d’oro d’onore a Marco Bellocchio che sarà consegnata durante la cerimonia di chiusura della kermesse: un omaggio all’opera unica del regista che ha segnato con forza e libertà il cinema contemporaneo. Nella sezione Premiere sarà anche presentato in anteprima mondiale il nuovo documentario di Bellocchio, “Marx può aspettare”, che uscirà contemporaneamente in Italia il 15 luglio.

Secondo ospite d’onore della 74esima edizione dopo Jodie Foster, protagonista alla cerimonia di apertura, il regista italiano incontrerà il pubblico nell’ambito del “Rendez-vous avec…” venerdì 16 luglio. Il regista 81enne di Bobbio presenterà “Marx può aspettare”, un documentario dolorosamente personale in cui Bellocchio cerca di capire retrospettivamente, umilmente, il suicidio del fratello gemello all’età di 29 anni. Una tragedia familiare dalla quale non si è mai davvero ripreso, diventata allo stesso tempo fonte di senso di colpa e di ispirazione. Mescolando estratti dei suoi film e conversazioni con i suoi parenti, il regista indaga sulla figura fraterna che più o meno direttamente è dentro la sua filmografia.

Dopo aver diretto un film cult con il suo primo lungometraggio, “I pugni in tasca” (1965), che ha inaugurato una nuova era del cinema italiano allontanandosi dai codici del neorealismo, Marco Bellocchio ha girato “Salto nel vuoto”, che ha vinto i premi come miglior attore per Michel Piccoli e Anouk Aimée a Cannes nel 1980. Successivamente è stato regolarmente selezionato in concorso a Cannes, con ‘Enrico IV” nel 1984, “Il principe di Homburg” nel 1997, “La balia” nel 1999, “L’ora di religione” nel 2002, “Vincere” nel 2009 e “Il Traditore” nel 2019.

Pierre Lescure, presidente del Festival di Cannes, nell’annuncio ufficiale sottolinea: “Marco ha sempre messo in discussione istituzioni, tradizioni, storia intima e collettiva. Con ognuna delle sue opere, quasi involontariamente, almeno il più naturalmente possibile, ha rivoluzionato l’ordine stabilito”. Thierry Fremaux, Delegato Generale, spiega: “Dopo i suoi amici registi Bernardo Bertolucci, Manoel de Oliveira o Agnes Varda, siamo orgogliosi di premiare uno dei grandi maestri del cinema italiano. È un regista, un autore e un poeta. Onorarlo con una Palma d’onore è inevitabile, un gioco da ragazzi per tutti coloro che ammirano il suo lavoro”.

 

 

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