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Clarissa Burt: “Massimo Troisi? Ci lasciammo perché non si sta insieme in 200”

L'attore napoletano, morto nel 1994, ha avuto una relazione con la modella americana lunga tre anni

(Roma)-Quella fra Massimo Troisi  e Clarissa Burt   è stata una grande storia d’amore. L’attore napoletano, morto nel 1994, ha avuto una relazione con la modella americana lunga tre anni. Oggi, Clarissa Burt torna a parlare di quel sentimento in un’intervista al Corriere della Sera: “Era dolce, carino, affettuoso. Mi colpivano la sua gentilezza e la sua calma – ha detto -. Ci conoscemmo nel 1988, a cena da amici, era inverno, io mi lamentavo per il riscaldamento ma avevo in casa un camino. Massimo il giorno dopo mi mandò un furgoncino pieno di legna con un bigliettino: per tenerti al caldo”.

Clarissa Burti, il ricordo di Massimo Troisi

Com’era Massimo Troisi nel privato? Clarissa Burt ricorda:  “Nei tre anni in cui siamo stati insieme non l’ho mai visto giocare né a carte né a biliardo. Massimo si svegliava tardi, poi andava nello studio a scrivere progetti. Erano usciti i computer e i primi rudimentali cellulari. Era affascinato dalla tecnologia. Se rivedeva mai i suoi film? No, mai. Facevamo vita di casa, gli habitué erano l’attore Massimo Bonetti e l’autore televisivo Giovanni Benincasa”.

Ci lasciammo perché non si sta insieme in 200, ma in 2

L’attrice e modella statunitense, naturalizzata italiana, ha svelato anche il motivo della loro rottura: “Ci lasciammo perché quando si sta insieme si sta in due e non in duecento. Ci lasciammo per questo. Mi è capitato anche con Francesco Nuti e non me lo spiego, dovete farvi qualche domanda voi uomini. Parlo di tutti gli uomini sulla faccia della Terra, non solo di quelli italiani”.

I problemi cardiaci e la morte prematura

Massimo Troisi è morto all’età di 41 anni, stroncato da un attacco cardiaco conseguente all’ennesimo episodio di febbre reumatica. «Sapevo che c’era quel problema – ha raccontato Clarissa Burt – prendeva medicinali in maniera disciplinata, poi giocava a calcio, era una cosa che sembrava si potesse gestire, nessuno pensava che se ne sarebbe andato così presto, nemmeno lui. Quando morì ero appena tornata in America. Ripresi l’aereo e andai al funerale. Ci ho messo dieci anni per vedere il suo ultimo film, “Il postino”».

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