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Grazie a “Il Grande Fratello” ho conquistato anche il pubblico giovane

Intervista a Michele Cucuzza, uno dei volti più noti del giornalismo televisivo, ma anche conduttore radiofonico, scrittore e uomo di cultura e spettacolo.

Michele Cucuzza è uno dei volti più noti del giornalismo televisivo, conduttore (anche) radiofonico, scrittore, uomo di cultura e di spettacolo. Nato a Catania, Cucuzza è stato uno dei fondatori di Radio Popolare e nel 1983 entra in Rai dapprima come redattore, poi come conduttore per dieci anni del Tg2, per il quale è stato anche inviato all’estero. Il pubblico, però, ha imparato a conoscerlo anche come presentatore de “La vita in diretta” e di “Unomattina”. Dopo essere stato protagonista per oltre 20 anni sui canali Rai, ha deciso poi di far parte dei concorrenti della quarta edizione del Grande Fratello Vip.
Michele è anche uno scrittore, autore di sette libri e la sua ultima opera si intitola “Fuori dalle bolle. Come sottrarsi dalle supercazzole in rete“, un testo che nasce per aiutarci a difenderci dalle ormai note “fake news “. Ho raggiunto Michele al telefono e abbiamo avuto una piacevole chiacchierata nella quale mi ha spiegato quanto la sua curiosità lo abbia spinto a sperimentare sempre, in televisione ma anche in tutti i campi della comunicazione.
Michele, tu hai condotto il Tg2 per 10 anni e sei stato spesso inviato all”estero, dove hai testimoniato alcune delle notizie che hanno poi fatto la Storia praticamente..  
Vero! E per un giornalista questo è un grande privilegio. Sono stato testimone di anni ed eventi unici e importanti : il passaggio tra la Prima e Seconda Repubblica, la caduta del muro, le prime elezioni libere in Cecoslovacchia, lo scioglimento dell’Unione sovietica. E poi sono stato a Londra per la morte di Lady Diana e in India per la scomparsa di Madre Teresa di Calcutta, due avvenimenti davvero straordinari .
Il grande pubblico ha imparato a conoscerti come conduttore de La Vita in diretta : è vero che quel programma fu spostato da Rai2 a Rai1 perché gli ascolti erano “troppo alti”?

Vero, vero! Sai, la Vita in diretta era una grossa novità, in quegli anni, perché era la prima volta che in una trasmissione si mescolavano informazioni di cronaca e attualità a quelle dello Spettacolo e dei suoi protagonisti. Era appunto “in diretta” perché avevamo fino a 10 collegamenti sul posto contemporaneamente, e poi si cambiava argomento parlando del personaggio in prima serata, di televisione e intrattenimento. Fu un grandissimo successo sì, un boom di ascolti tant’è che fu trasferito su Rai 1 perché era quella la rete che deteneva i grossi numeri. Una grande soddisfazione insomma !

Hai dichiarato di essere una persona assai versatile, in grado di usare tutti i mezzi di comunicazione. Tu hai scritto proprio un libro sull’argomento “Fuori dalle bolle “, dove “bolle” è evidentemente un gioco di parole…
Eh si, volutamente ho giocato con l’assonanza delle due parole. Beh, nel libro c’è la mia esperienza di questi anni in tutti i campi della comunicazione. Viviamo  un’epoca in cui la comunicazione è veloce, immediata e globale. Questa è certamente una grande conquista: tutti possono esprimere la propria opinione, tutti hanno diritto di accedere alle fonti che prima erano riservate a pochi. Tuttavia, l’altra faccia della medaglia è che circolano numerose fake news, le “bolle” di filtraggio appunto, quei meccanismi con cui Social Network, Internet e altri motori di ricerca filtrano notizie e opinioni proponendoci solo prodotti, fatti e opinioni più affini a noi, alle nostre idee e ideologie. Chi si illude che la realtà sia solo quella si rende prigioniero di una bolla.
E come ci si può difendere dalle fake news?
Sicuramente non bisogna bersi come oro colato ciò che vediamo o leggiamo sul web. E poi bisogna imparare che le notizie non possono e non devono avere una sola fonte, occorre informarsi, approfondire, studiare, cercare!
Tu sei stato tra i fondatori di una radio,  poi hai condotto il tg, presentato trasmissioni televisive, scritto libri. Sei più eclettico, confuso o sperimentatore?
Ma io sono semplicemente un giornalista, ergo curioso. Nasco quando non c’erano tutte queste fonti di informazione odierna. Sono stato tra i fondatori di Radio Popolare ancora oggi molto autorevole e ho sperimentato tutto ciò che ha a che fare con la comunicazione : dalla carta stampata agli odierni social media.
È per questo che hai accettato di partecipare a un reality show come ” Il Grande fratello “? Cosa ti ha spinto a farlo?
Voglio premettere una cosa: io non ho mai avuto l’idea che, in televisione, ci siano programmi di serie A o serie B. Queste sono sciocchezze dette da chi, forse, avrebbe voglia di andarci in certi programmi ma non se li fila nessuno! Per me non esistono barriere, è comunicazione anche il Grande fratello dove tra l’altro, nella mia edizione, hanno partecipato personaggi come Barbara Alberti, Rita Rusic, Adriana Volpe, Aristide Malnati archeologo… Che posso dire? Ci sono stato solo un mese ma mi sono divertito molto: ho riso e scherzato. Il Grande fratello è un programma che deve intrattenere, mica insegnare! All’ educazione e agli insegnamenti ci deve pensare la famiglia, non un reality show. Questo mi pare ovvio.
Sono curiosa: cosa guarda in televisione Michele Cucuzza?
In realtà guardo tutto. Sicuramente  privilegio l’informazione: ho il televisore costantemente acceso perché devo sapere cosa succede in tempo reale nel mondo. Guardo anche i talk show di approfondimento e le serietv. Mi dedico molto anche ai social, anzi la vuoi sapere una cosa, a proposito de Il Grande fratello? Ebbene, quel reality mi ha dato la possibilità di farmi conoscere da un target più giovane, sapessi quanti ragazzi  mi seguono dopo quell’esperienza! Ragazzi che spesso mi contattano chiedendomi, per esempio, di fare le dirette instagram con loro ed io li accontento volentieri e con piacere .
Che bella questa cosa! E di cosa parlate in queste dirette instagram?
Parliamo di tutto, della loro vita, le loro paure, dubbi, progetti. Sai che ho capito?  Che bisognerebbe dare maggiore ascolto a questi ragazzi, ai giovani. Si dovrebbe regalare loro uno spazio, magari un programma televisivo cucito addosso ai ragazzi. Ecco, mi piacerebbe proprio pensarlo e farlo un format del genere!
E speriamo che qualcuno ti ascolti e ti dia la possibilità di farlo! Michele, un’ultima e scontata domanda: come stai vivendo questo particolare e difficile momento storico ?
Ovviamente male, come tutti!
È una delle cose più terribili accadute negli ultimi anni. Neppure il peggiore film di fantascienza sarebbe mai riuscito a prevedere lo scenario che stiamo vivendo: persone, in tutto il mondo, con le mascherine e a distanza di sicurezza le une dalle altre. Le pandemie sono sempre esistite nella Storia, ne hanno scritto dal Boccaccio al Manzoni ne I promessi sposi, tuttavia questa non ce l’aspettavamo proprio. Che dire? Presto grazie al vaccino ne usciremo finalmente,  e un giorno la racconteremo, questa pandemia. Come i nostri nonni hanno raccontato la guerra … incredibile!
Per questa intervista si ringrazia la preziosa collaborazione di The Mac Live Management

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