#ioscattotuscrivi

#Bugie #Gentileredazione

Altro racconto della galleria #Ioscattotuscrivi dedicato in questo mese alla parola #Bugie

Gentile redazione,

questa settimana è ufficialmente finito l’anno scolastico, che ricorderemo per essere stato il primo in cui i bambini juventini non hanno dovuto assistere all’ennesima figura di merda in Champions League dei loro beniamini bianconeri accompagnata dalle inevitabili prese in giro caustiche e irridenti dei propri coetanei. È stato anche l’anno delle lezioni online, che tuttavia non hanno nulla a che vedere con le pillole di fisica di un sociopatico con cadenza narcolettica trasmesse vent’anni fa dalla Rai verso le quattro di notte, per la gioia di noialtri nerd notturni che avevamo appena finito di ruolare in una quest di livello rosso in un gdr online di genere erotico (se non sapete di cosa stia parlando, buon per voi). Quest’anno scolastico verrà anche archiviato come quello in cui sono state risvegliate alcune abilità dormienti acquisite negli anni ottanta grazie a quella castrante tortura sociale che alcuni di voi ricorderanno come «giochi di tavola», visto che – nonostante l’invito del ministero a un intransigente rigore morale da parte dei genitori, mamma e papà hanno cominciato a mimare come ai tempi di Taboo e schizzare sgorbi incomprensibili come su Pictionary, pur di suggerire ai loro pargoli la risposta giusta alla domanda della maestra. Piuttosto, smettiamola di raccontare #bugie sul fatto che ai nostri bambini sia mancato stare assieme ai loro amici della classe, sentire l’abbraccio materno della docente e respirare tra i banchi il romantico profumo degli astucci. Mia figlia infatti non ha alcuna nostalgia per la puzza di piedi e ammoniaca che percepiva in aula, così come dei «deficiente» striduli che le berciava contro quella repressa sessualmente insoddisfatta della sua insegnante (resa invece innocua dalla webcam e dalla consapevolezza dei genitori in ascolto), senza trascurare la sua compagna di banco, che aveva il vizio di leccare uno per uno i propri pastelli in modo che mia figlia non potesse usarli. Del resto il «se lo lecco, non lo tocchi» è un distanziamento sociale efficace. O no?

𝗧𝗘𝗦𝗧𝗢/@LAPROTEINAC
𝗙𝗢𝗧𝗢/@LA_ZIA_CURIOSA

Tags

Articoli correlati

Dai un'occhiata anche
Close
Back to top button
Close
Close