#ioscattotuscrivi

#Estate #Il bianco delle sdraio

Altro racconto della galleria #Ioscattotuscrivi dedicato in questo mese alla parola #Estate

Il bianco delle
sdraio mi sembra un arcobaleno a sottrazione di colore. Le sfumature si interrompono improvvisamente sui riflessi del sole assorbiti dalla sospensione del conosciuto nella tabella dei riflessi.
Ancora ricordo il mio prof di arte alle scuole medie : ” Non esiste un solo rosso, non esiste un solo blu. C’è tutta una gamma e voi dovrete imparare a riconoscerli se vorrete fare qualcosa nella vita”. Oddio, non so esattamente cosa intendesse per fare qualcosa nella vita, ma sicuramente qualche daltonico che abbia fatto carriera ci sarà stato.
Una donna occupa abusivamente un pezzo di mondo risputato dal mare o semplicemente uscito dalle acque con la sua durezza ed irregolarità di superficie quasi a voler stabilire i confini tra i diversi stadi della materia.
I piedi in acqua rifrescano tutto il corpo con la personale teoria dei vasi comunicanti. Mi sembra distratta dal suo stesso capello che si affanna a proteggerla dal sole attirando su di sé il calore destinato alla padrona. Aspetterà la sera per un fresco che s’insinuerà tra le pieghe di paglia a ricordo di vecchie balle appena tagliate. Un bambino gioca con l’attesa che è durata per tutto un anno. Promesse fatte d’acqua ed ubbidienza per compiti che portavano la pesantezza dello svolgimento sotto il freddo di nuvoloni carichi e minacciosi di temporale. Anche quella è acqua, ma con altri nutrimenti di vita. Gli ombrelloni sembrano commenti di tranquillità nel discorso convulso di teste e corpi pronti a scrollarsi di dosso il nero di una chiusura primaverile imposta per arginare una paura giunta improvvisa dalle viscere di Natura volenterosa di riprendersi lo spazio che le spetta per diritto d’esistenza.
E poi ci sono io, fragile dal mio punto d’osservazione. Ancora intontita di vita che torna prepotente e raccoglie la eco di bisacca che grida normalità.

𝗧𝗘𝗦𝗧𝗢/@ANNAVERLEZZA
𝗙𝗢𝗧𝗢/@FRAPO50

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