#ioscattotuscrivi

Sono a casa. Come ogni volta mi affaccio in cucina.

Altro racconto della galleria #Ioscattotuscrivi dedicato in questo mese alla parola Briciole

Sono a casa. Come ogni volta mi affaccio in cucina.
Che succede? Vedo la tavola imbandita.
Piena di briciole. Briciole ovunque. Sono sulle sedie. Riempiono il pavimento. Resto immobile. Senza superare la soglia della porta. E penso. Ma chi ha preparato la tavola? Che significa? È come la preparava lei. Il modo in cui sono disposte le posate. La precisione nelle distanze tra piatti e bicchieri. La scelta degli abbinamenti. Ma com’è possibile? L’ultima volta che l’ha preparata così è stato sei mesi fa. Prima che se ne andasse. Maria. Maria sei tu? Sei tornata? Dove sei? Ma che dico. Maria non può tornare. Sono stato io ad accompagnarla in ospedale sei mesi fa quando si è sentita male per l’ultima volta. Una corsa folle, disperata, inutile. Non è mai uscita da lì. Ma io la sento sempre con me. So che sta con me. Che vigila su di me.

 

E questa tavola imbandita allora? E le briciole a terra? Perché? Che significa?Varco la soglia, entro in cucina. Non l’ho fatto più da quella sera. Mi avvicino al tavolo. Lentamente. Tutto è come lo ha lasciato lei. Pieno di polvere. Dovunque. E le briciole?
Non erano briciole. Sono lacrime. Le mie lacrime.
Quelle che continuo a versare per lei. Maria.

𝗧𝗘𝗦𝗧𝗢 /@A.E.CAGGIANO
𝗙𝗢𝗧𝗢/@CHIANT.89

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