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CON IL MIO LAVORO FACCIO VOLARE E CON I MIEI LIBRI RESPIRARE!

Intervista alla scrittrice pugliese Manuela Buzzerra, autrice del libro "Come un'ombra in un quadro di Van Gogh". #SCRITTORIEMERGENTI

Descrivi Manuela Buzzerra con tre parole.
Solare, determinata, sognatrice.

Tu sei Addetta allo scalo in aeroporto. Quanto trai ispirazione dal tuo lavoro per scrivere?
Io amo follemente il mio lavoro, mi rappresenta appieno: è concreto, ma fa sognare. E sì, traggo spesso spunto dalle tante persone che incontro lavorando. Spesso i passeggeri mi raccontano i loro segreti perché sanno che una volta decollati non mi rivedranno più. Mi capita di assistere a scene romantiche: una volta, poco prima di far partire un aereo, una passeggera in lacrime decise di abbandonare il volo per raggiungere il suo amante da cui non riusciva a separarsi. Oppure ossevo litigi furibondi di coppie in procinto di partire per la luna di miele e purtroppo sono anche testimone di tanti “viaggi della speranza”. Io sono empatica, faccio mie tutte queste storie che, ovviamente, mi influenzano anche nella stesura dei miei romanzi.

Mi dici quali sono,secondo te i pregi e difetti del libro cartaceo e/o di un e- book?
I pregi del libro cartaceo sono tanti, tutti onirici e hanno a che fare con i sensi : si annusano le pagine, le si accarezzano quasi mentre si sfogliano, quasi a voler toccare i protagonisti dei romanzi. Inoltre si memorizza con molta più facilità la copertina e il titolo del libro che, inconsciamente, si fissano nella mente ogni volta che apriamo e chiudiamo il testo. Il difetto invece sta nel fatto che non se ne possono portare in giro molti con facilità, per esempio in vacanza.
Gli e book sono la svolta per chi, come me, ha problemi di vista, ma non rinuncia alla lettura. Inoltre,in pochi grammi, hai a disposizione una marea di libri!

Quali sono le letture che hanno accompagnato la tua adolescenza e qual è il tuo autore preferito?
La mia adolescenza è stata segnata dai nostri grandi classici. Ho avuto la fortuna di avere insegnanti eccellenti, i quali mi hanno fatto apprezzare i grandi della letteratura che continuo a rispolverare, come Pirandello per esempio.
Tra le mie autrici preferite c’è l’immensa Oriana Fallaci. Di lei amo tutto. Il suo stile nella scrittura, la capacità di argomentare, anche il suo essere rude, ma mai fredda. La sua passione ha segnato la mia vita, lei ha vissuto tutto intensamente e per me è stata un grande esempio di donna, scrittrice e persona.

È da poco stato pubblicato il tuo secondo libro ” Come un’ombra in un quadro di Van Gogh “. Dicci perché secondo te dovremmo leggerlo assolutamente!
Il mio ultimo romanzo è uscito a marzo. Lo consiglio con obiettività perché è un libro che parla di ognuno di noi. Tutti viviamo dei tormenti prima o poi e spesso ci troviamo a dover affrontare delle situazioni in cui si necessita di coraggio. La protagonista dovrà trovare tutta la forza per superare il periodo più buio della sua vita. Lo dovrà fare se vuole andare avanti, se non vuole essere vittima di un vittimismo paralizzante. Tutta la sua vita passata è messa in discussione da un ingombrante mistero. Inoltre è diretto e scorrevole e tiene il lettore incollato dalla prima all’ultima pagina.

Come nasce questo titolo?
Nel titolo c’è tutta la storia che narro.
Il protagonista maschile è un pittore e tra lui e Van Gogh (pittore che amo smisuratamente) c’è un parallelismo. I quadri di Van Gogh sono caratterizzati da colori sgargianti e se ci fosse un’ombra sarebbe molto visibile. Ecco, quell’ombra rappresenta il mistero per cui la protagonista si troverà a indagare nel suo passato.

Quanto è difficile far diventare la propria passione, un lavoro?
Credo sia piuttosto difficile. Forse perché la mia passione per la scrittura non è ancora la mia attività principale e non so se lo diventerà mai. Di certo, io scriverò sempre e per sempre: per me è come respirare.

Cosa hai provato quando hai avuto la prima copia del tuo libro tra le mani?
È sempre una grande emozione poter toccare i propri sogni. Ciò che scriviamo resta per troppo tempo nelle nostre menti, i personaggi li immagini, li animi, ma poi toccare quelle pagine con la consapevolezza di poter far conoscere tutta la vita che vi è dentro anche ad altre persone, crea una tenera commozione mista a un moto d’orgoglio.

Tu utilizzi assai Facebook. Cosa demonizzi e cosa salvi dei Social Media?
Uso molto i social e cerco di conoscerli sempre meglio. Hanno un potenziale davvero enorme per chi vuole farsi conoscere. È ovvio che si debba avere un contenuto degno di essere condiviso. In realtà, come per tutte le cose, non demonizzo i social ma chi li usa con superficialità e in modo maldestro. Probabilmente ci vorrebbe un patentino per poter scrivere dei post o condividerne altri, ma ahimè così non è.

Come hai trascorso la tua quarantena?
Questo orribile periodo è coinciso con l’uscita del mio libro e all’angoscia iniziale per tutto ciò stavamo vivendo, così surreale, si è però unita la gioia per la pubblicazione del mio romanzo. Come sono solita fare, ho cercato di trarre il meglio dalla quarantena. Quindi ho lasciato il vittimismo e la disperazione e ho approfittato del tanto tempo libero per promuovere il mio testo da casa, grazie ai social, in attesa di poter fare le classiche presentazioni incontrando i lettori non più solo virtualmente.

Fatti una domanda e datti pure una risposta!
Sei felice? Conosco attimi di pura felicità che mi accompagnano mentre sono contenta della mia vita.

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