Cinema

Venezia 79: il Leone d’Oro al documentario di Laura Poitras

Si è conclusa l'edizione 2022 della Mostra del Cinema con la cerimonia condotta dalla madrina Rocío Muñoz Morales.

(Venezia)-Il documentario “All the Beauty and the Bloodshed” di Laura Poitras è il vincitore del Leone d’Oro di Venezia 79.Luca Guadagnino ha portato a casa il Leone d’Argento per la miglior regia per il film “Bones and all”. La Coppa Volpi femminile va a Cate Blanchett per “Tar”, quella maschile a Colin Farrell, protagonista de “Gli Spiriti dell’Isola” di Martin McDonagh. Ad Alice Diop ilLeone d’Argento Gran Premio della Giuria per il suo “Saint Omer”.

La cerimonia di Venezia 79 è iniziata con la musica del violoncellista croato Stjepan Hauser che ha accompagnato con una versione di “Historia de un amor” di Arturo “Chino” Hassán le immagini di 79 anni di storia della Mostra del Cinema del Cinema di Venezia. Come da tradizione è toccato poi al discorso introduttivo della madrina di questa edizione, Rocío Muñoz Morales. “Alle cineaste, ai cineasti: questo è per voi. Ma soprattutto è per il pubblico che ha fatto che le sale fossero piene, sempre, senza distanziamento”, ha detto alla platea, aggiungendo poi, “Questa è l’edizione che ha brillato di straordinaria normalità. Evviva”. Dopo aver ricordato i premi alla carriera assegnati a Catherine Deneuve e Paul Schrader ha dato il via ai premi della serata.

La giuria presieduta dal regista Michelangelo Frammartino ha assegnato il Leone del futuro – premio Venezia opera prima “Luigi De Laurentiis” al film “Saint Omer” di Alice Diop (Francia): esordio al film di finzione per la documentarista di origini senegalesi, che ha riscritto il mito di Medea mettendo in scena una storia vera che ha sconvolto la Francia nel 2016.Si passa alla sezione Orizzonti. Il premio alla Miglior sceneggiatura va a “Blanquita”, opera diretta da Fernando Guzzoni. “Snow in September” di Juliette Louchart, vince quello per il miglior cortometraggio. All’iraniano Mohsen Tanabandeh il premio Migliore attore, per la sua interpretazione nel film “World War III” (Jang-e jahani sevom), diretto dall’iraniano Houman Seyedi. La statuetta per la miglior attrice è andata a Vera Gemma per il film “Vera” di Tizza Covi e Rainer Frimmel.

 

E’ quindi il momento della giuria del Concorso ufficiale guidata da Julianne Moore. Il primo premio è il “Marcello Mastroianni” per il miglior attore esordiente va a Taylor Russell di “Bones and all” di Luca Guadagnino. Colin Farrell, protagonista “Gli Spiriti dell’Isola” di Martin McDonagh, vince per la miglior interpretazione maschile La Coppa Volpi. Il premio per la miglior interpretazione femminile va invece a Cate Blanchett per “Tar”.

Il premio per la miglior sceneggiatura viene assegnato a Martin McDonagh, per “Gli Spiriti dell’Isola”. Jafar Panahi, con “Gli orsi non esistono”, riceve il Premio Speciale della Giuria. Il riconoscimento viene ritirato dagli attori mentre il regista è in carcere (condannato a sei anni di reclusione per aver perorato la causa del suo collega ugualmente incarcerato Mahammad Rasoulf). Al premio è seguita una standing ovation in sala.

 

Il Leone d’Argento per la miglior regia va a Luca Guadagnino: “È un grande onore questo premio, un ringraziamento molto sentito alla Biennale. Non sarei qui stasera se non fosse per Alberto Barbera da quando decise di invitare quel folle mio film vent’anni fa The protagonists. Fare film è la mia vita, lo faccio fin da quanto avevo 8 anni con i miei Super8 e grandi compagni di viaggio che sono qui stasera. Il cinema non conosce geografia e non conosce confini per questo dedico il premio a Jafar Panahi e Mohammad Rasoulof arrestati dal governo iraniano. Viva loro, viva la sovversione e viva il cinema!”, ha detto il regista italiano sul palco.

 

Il Leone d’Argento Gran Premio della Giuria è andato ad Alice Diop per il suo “Saint Omer”.  E infine la statuetta più importante: Leone d’oro viene assegnato al documentario “All the Beauty and the Bloodshed” di Laura Poitras (già premio Oscar per “Citizenfour” su Edward Snowden), dedicato alla fotografa e attivista di fama internazionale Nan Goldin. A nove anni dalla prima volta con “Sacro Gra” di Gianfranco Rosi, un altro documentario si aggiudica il massimo riconoscimento al Lido.

 

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