ESCLUSIVE

ECCO A VOI IL SENILOQUIO

La nostra intervista esclusiva con la brillante attrice-regista Virginia Risso protagonista della commedia teatrale Seniloquio

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Dopo il successo dello scorso novembre con lo spettacolo I dialoghi della Vagina, oggi
sabato 25 maggio alle ore 21.00 Teatro al Femminile tornerà alla Lavanderia a
Vapore – con il patrocinio della Città di Collegno – questa volta con la sua nuova
produzione: SENILOQUIO, il nuovo spettacolo scritto e diretto da Virginia Risso,
giovane artista torinese pluripremiata e poliedrica nel panorama teatrale italiano.SENILOQUIO è un testo dissacrante ed esilarante, che gioca sulla comicità dell’assurdo pur basandosi su fatti reali. Nel 2011, un team di ricercatori della Victoria University di Wellington, Nuova Zelanda, ha iniziato a condurre uno studio sul seno. Dopo anni di indagini ed esperimenti, gli scienziati hanno riassunto la loro ricerca in otto conclusioni, dalle quali prende vita lo spettacolo.Un excursus “socio-scientifico” per portare al giusto e reale valore una delle parti delcorpo femminile più idealizzata. In scena, insieme all’autrice, Matteo Bianco, anche lui piemontese e collaboratorestorico di Teatro al Femminile. Abbiamo avuto noi di Twikie il piacere  di conversare con Virginia Risso ,  questa brillante  attrice-regista  , magnifica  interprete di queste commedie molto esilaranti ed appasionanti per farci raccontare curiosità non solo professionali ma anche della sua vita privata.

 

Come nasce questo nuovo progetto teatrale “Seniloquio”?

“SENILOQUIO è nato dalla volontà di riportare al giusto e reale valore una delle parti del corpo femminile più idealizzata, appunto il seno, per poi accompagnare il pubblico in una riflessione più ampia. Siamo inglobati nella “società dell’apparenza”, concentrati sull’effimero e allo stesso tempo terrorizzati dal tempo che scorre troppo in fretta. Focalizziamo le nostre energie sulla pubblicazione di una storia su Instagram che dopo ventiquattro ore sparirà, quando in realtà, come ha scritto Antoine de Saint-Exupéry, L’essenziale è invisibile agli occhi”.

Cosa ci puoi raccontare di questo nuovo spettacolo che si prevede esilarante-riflessivo?

“È uno spettacolo dissacrante ed esilarante, che gioca sulla comicità dell’assurdo pur basandosi su fatti reali. L’idea infatti è nata dopo essermi imbattuta in una ricerca scientifica condotta nel 2011 dalla Victoria University di Wellington e finanziata dal Governo Neozelandese. Dopo anni di indagini ed esperimenti, gli scienziati hanno riassunto il loro studio in otto conclusioni al limite del credibile, dalle quali prende vita lo spettacolo. Il primo punto dichiara “Il seno è la parte del corpo femminile più amata dagli uomini”, ci serviva un gruppo di cervelloni neozelandesi per scoprirlo?”.

Come mai questi argomenti che hai trattato nei tuoi spettacoli in Italia restano ancora tabù?

Retaggi culturali, psicologici, religiosi…Le ragioni sono tante, ma piuttosto che soffermarmi sul perché siamo arrivati a questo punto, preferisco cercare un progresso a breve termine. Credo che ognuno, con i propri mezzi, debba portare avanti un messaggio per il bene collettivo e con il mio lavoro cerco di comunicare, attraverso la potenza dell’Arte e della parola, l’importanza di vivere in un mondo in cui tutti abbiano pari diritti e pari opportunità.

Come nasce invece la tua passione per la professione di attrice e regista?

“Sono cresciuta a pane e Teatro, grazie a mia mamma che già da bambina mi portava la domenica al Carignano di Torino. Ricordo quel luogo magico di velluto rosso, tavole di legno e palchi dorati, dove mi immergevo per perdermi e poi ritrovarmi. Indelebile nella mia memoria è quando vedemmo Morte di un commesso viaggiatore con Eros Pagni nel ruolo di Willy Loman: dai suoi occhi alla fine dello spettacolo, compenetrati con il personaggio, capii che avrei dedicato la mia vita a quest’Arte, con estrema devozione e rispetto”.

C’è un ricordo particolare lavorativo che non dimentichi mai?

“Ho avuto la fortuna di lavorare con numerosi Artisti nazionali ed internazionali, entrando così in contatto con diversi linguaggi. È importante fare esperienze eterogenee, assorbire e sprigionare energie nuove, creare e vivere flussi di fermento artistico. Ogni occasione di confronto, professionale o umana, è un’opportunità di crescita. In particolare ricordo Cathy Marchand del Living Theatre che mi ha insegnato sia la differenza tra attore interprete e attore creatore, sia l’importanza di fare un Teatro vivente, in grado di far riflettere e al contempo essere atto poetico”.

Nella tua professione hai un punto di riferimento?

“Ho molti punti di riferimento, uno fra tutti Anna Marchesini, per la sua comicità poliedrica e per la sua autonomia artistica nello scrivere, dirigere ed interpretare”.

Un sogno nel cassetto da realizzare?

“Tantissimi e spero di continuare a riempire questo cassetto di sogni da trasformare in traguardi raggiunti”.

A proposito di aspetto fisico, quale intimo adori indossare?

” “Intimo” per definizione si riferisce a un qualcosa connesso a un ambito, un rapporto singolarmente o gelosamente circoscritto. Quindi lascio la risposta a conoscenza di pochi…intimi!”

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